F1, GP MONZA: HAMILTON STRAVINCE, DELUSIONE FERRARI. LA MAREA ROSSA NON SI SMENTISCE

A Monza Hamilton e Bottas fanno gara in solitaria. La Ferrari conquista il terzo posto ma la prestazione mediocre fa sorgere grandi interrogativi.

Monza è sempre Monza, a prescindere se la Ferrari vinca o perda, è chiaro che se vincesse sarebbe il delirio assoluto, onestamente penso che le urla dei tifosi si sentirebbero fino a Milano.

Questa premessa, purtroppo, ci immerge in un articolo che non elogerà una strepitosa vittoria Ferrari né tantomeno una prestazione maiuscola. Questo articolo, che scrivo a malincuore, descrive un week end che la Ferrari deve dimenticare dal punto di vista sportivo, ma che non può essere dimenticato dal punto di vista umano dei tifosi e dell’immensa passione che ogni singolo cappellino rosso o maglietta trasmettono al mondo.

Io c’ero ed insieme ad altre 95 mila persone abbiamo preso sole, pioggia, vento, caldo e freddo, tutto per quell’attimo, per quel momento quando le due monoposto rosse ti passano davanti che ti fa venire la pelle d’oca e che ti fa sentire parte di quella grande famiglia che, Enzo Ferrari in ogni discorso citava, la Famiglia Ferrari.

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Io c’ero ed ho assistito, fin dal venerdì, ad una prestazione magistrale della Mercedes che con Hamilton, più che con Bottas riusciva a segnare tempi stratosferici. Il sabato con la pioggia, vera pioggia che penetrava anche gli ombrelli e tutto ciò che la gente aveva addosso, Hamilton si è dimostrato ancora una volta il pilota più forte in griglia facendo una qualifica che definirla mostruosa non renderebbe l’idea. La due monoposto Ferrari in qualifica hanno sofferto una delle tante, troppe regole incomprensibili del regolamento FIA, ovvero quella del parco chiuso; semplificando, l’assetto con cui si fa la qualifica il sabato non può essere modificato per la domenica. Puta caso che il sabato ci sia il sole e improvvisamente la domenica, senza che nessun meteorologo o mago prevedesse tale cambiamento, venisse giù il diluvio universale, per la FIA le vetture dovrebbero correre con assetto da bagnato. Come ho detto, regola incomprensibile. A Monza è successa una cosa simile, nel senso che al sabato diluvio universale ma per la domenica era previsto un sole che spaccava le pietre e cuoceva la pelle, quindi per ottenere maggiori prestazioni in gara con assetto da asciutto, bisognava un po’ sacrificare la qualifica. Un po’, non come è successo alla Ferrari che ha visto i due piloti classificarsi in settima e ottava posizione ma per grazia dei penalizzati, per sostituzioni di componenti del motore, alla fine sono partiti in quinta e sesta. A fine qualifica il pensiero dei tifosi era: la SF70H è più scarica aerodinamicamente e quindi domenica sarà velocissima, dai che Hamilton lo riprendiamo.

È rimasto un pensiero, un sogno. La domenica di gara il sottoscritto era in tribuna dalle 9:00 e si è visto tutte le categorie minori e tutto ciò che aveva voglia di vagare sulla pista del tempio della velocità, sperando che alle 14:00 alla prima curva Hamilton andasse lungo o meglio ancora una delle due rosse lo affiancasse e lo passasse in curva grande, d’esterno in piena accelerazione. Niente di tutto ciò. Hamilton perfetto come sempre, così come tutti i piloti che si sono trovati nelle prime posizioni grazie alla pioggia come Stroll e Ocon, e anche le Ferrari hanno fatto una partenza normale con Raikkonen che in prima variante ha cancellato la scritta “Pirelli PZero” dalle gomme di Bottas per poi sorpassarlo nella seconda variante. Fine. Si potrebbe scrivere già la parola fine perché il resto della gara è stato un viaggiare con tempi indescrivibili da parte di Hamilton che il giovedì aveva testualmente dichiarato: “è da inizio anno che ci sono punti di svantaggio, gli voglio togliere il sorriso” naturalmente “gli” è riferito a Vettel e forse a tutta la squadra e a tutti i tifosi che in ogni parte del mondo supportano il team di Maranello, mentre tutti gli altri cercavano di inseguirlo ma con scarsissimi risultati.

Il titolo dell’articolo parla di delusione Ferrari, si, perché ormai un terzo posto con Vettel e un quinto con Raikkonen non può essere altro che una delusione, soprattutto quando i tuoi avversari si chiamano Hamilton e Mercedes. Il presidente Marchionne, presente ai box, ha dichiarato che gli “girano le balle” perché la Ferrari non è migliorata rispetto al Belgio anzi, volendo ha fatto anche un lieve passo indietro perché i 36 secondi che Hamilton ha dato a Vettel sono troppi e a Monza sembrano anche di più. Se la Ferrari vuole rimanere in corsa per il mondiale deve vincere il prossimo gran premio che si correrà tra due settimane a Singapore, che sulla carta è una pista Ferrari così come lo era Montecarlo dove abbiamo fatto doppietta. Le prossime sei gare che rimangono in calendario, saranno una più decisiva dell’altra e speriamo di vincerne il più possibile o speriamo che Hamilton ne perda il più possibile.

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Mercedes e Hamilton ci hanno annientato a casa, nel tempio della velocità e per ribadire l’impresa Hamilton e Bottas, che è arrivato secondo al traguardo, hanno compiuto il giro finale in formazione affiancati. Umiliazione assoluta.

La sconfitta Ferrari, però, non toglie nulla al fascino che solo il gran premio di Italia può regalare. La marea rossa che invade la pista e aspetta i piloti sotto il podio è un qualcosa di indescrivibile, un’emozione unica, così come è emozionante poter percorrere a piedi tutto il tracciato a fine gara. Nessun altro circuito e nessun altro paese possono regalare tante e tali emozioni tutte nello stesso luogo e nello stesso momento. Fin dal giovedì quando si aprono i cancelli per la pit walking, passando per le Frecce Tricolori che, come ogni anno, hanno dato spettacolo sorvolando la pista più volte, per terminare con la bandiera a scacchi che segnala la fine di un week end fantastico, il gran premio di Italia sarà sempre il più bello ed il più emozionante di tutto il calendario.

Giovanni Crescenzi

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