Rossi Re d’Olanda! Dovizioso nuovo leader del mondiale

Il dottore centra la sua decima vittoria sul tracciato olandese. Battuti Petrucci e Marqeuz. Dovizioso chiude 5°

Assen, che meraviglia! Il Dottore è tornato in cattedra e non poteva che farlo all’Università del motociclismo. La vigilia dell’ottavo gran premio della stagione era piena di dubbi, dall’incognita gomme alle nuove soluzioni tecniche portate da Yamaha, Honda e Suzuki, passando per l’imprevedibilità del meteo. Il TT di Assen si può considerare la madre del motociclismo moderno, una pista piena di fascino, storia e passione. Il circus del motomondiale corre ininterrottamente su questo circuito dal 1949, unico caso della storia. Di belle corse ne ha viste tante, con gli italiani spesse volte protagonisti. Il 68° GP d’Olanda ha visto trionfare uno strepitoso Valentino Rossi, che taglia il traguardo davanti a Danilo Petrucci e Marc Marquez. Andrea Dovizioso chiude al 5° posto, ma conquista per la sua prima volta in carriera il primo posto nella classifica generale MotoGP.

Il venerdì olandese spazza via tutti i punti interrogativi della vigilia: sole sul circuito, gomme che si adattano alla perfezione con l’asfalto del TT di Assen, Rossi e Vinales che promuovono le novità portate dalla squadra giapponese e Marquez e Dovizioso che si confermano nelle posizioni nobili della classifica. Le qualifiche del sabato sono caratterizzate dalla pioggia che è arrivata a scombussolare e complicare i piani dei piloti e le strategie dei team. Zarco conquista la sua prima pole position della sua carriera nella classe regina, soffiandola per soli 65 millesimi a Marc Marquez. Dalla prima fila scatta anche Danilo Petrucci che precede un ottimo Valentino Rossi. Il sabato piovoso segna le prime difficoltà di Vinales, Pedrosa e Lorenzo, rispettivamente undicesimo, dodicesimo ed addirittura ventunesimo.

Foto Centrale Assen.JPG

Anche domenica il meteo è stato imprevedibile, con le gocce di pioggia che iniziano a scendere ad otto giri dalla conclusione, ma Valentino Rossi è stato un vero e proprio dottore, sfoderando un mix di velocità, intelligenza e tattica. Allo spegnimento dei semafori Zarco e Marquez conservano le loro posizioni, con Rossi che scavalca Petrucci, portandosi al terzo posto. Questo quartetto di piloti prende il largo su Redding, Dovizioso, Vinales, Crutchlow e Baustista che movimentano la gara con numerosi sorpassi. A 14 giri dal termine arriva il primo colpo di scena, l’ex leader del mondiale Vinales cade nell’ultima chicane buttando all’aria punti preziosi. Davanti Rossi rompe gli indugi, si porta al comando con due sorpassi alla prima curva e prende il largo su Zarco, Marquez e Petrucci. Il pilota ternano decide di mettersi all’inseguimento del nove volte campione del mondo, mentre Marquez si stabilizza al terzo posto. Nel gruppetto inseguitori restano solino Dovizioso, Redding e Crutchlow.

A 8 giri dal termine arriva il secondo colpo di scena, inizia a piovigginare. In queste particolari condizioni si ricompatta il quartetto di testa, Dovizioso guadagna su di loro fino a ricongiungersi a 5 giri dal termine. Zarco decide di rientrare ai box e cambiare moto, uscendo equipaggiato di gomme rain, strategia che risulterà sbagliata. Petrucci sorpassa Rossi e si porta al comando, Dovizioso fa lo stesso con Marquez, portandosi in terza piazza. Mancano pochi giri e ci sono quattro piloti a giocarsi la vittoria, con tre italiani. Rossi si riporta davanti a Petrucci, la coppia italiana alza il ritmo ed apre un gap di 2 secondi su Dovizioso e Marquez, costretti a guardarsi dal ritorno di Crutchlow.

All’ultimo giro Rossi chiude ogni varco a Petrucci, conquistando cosi il suo 115° successo nel motomondiale, l’89° nella top class. Marquez vince invece la sfida per il terzo posto davanti precedendo di soli 42 millesimi Crutchlow, quinto Dovizioso, sesto Miller, nono Iannone, decimo Aleix Espargarò. Disastro Lorenzo che chiude al 15° posto ad un giro dal vincitore.

Foto Finaele Assen.JPG

Sono passati 20 anni e 313 giorni dalla prima vittoria di Rossi nel motomondiale, il 18 Agosto 1996. Un lasso di tempo che dal punto di vista sportivo rappresenta l’eternità, ma un tempo contraddistinto da fame, voglia, emozioni e sensazioni. Proprio il pilota di Tavullia, nell’intervista post gara ha dichiarato: “Io corro e lavoro per quella sensazione che si prova quando si taglia il traguardo primo e dura per cinque o sei ore”… Un esempio per i giovani d’oggi!

Cesare  Menichetti

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