Alta tensione nei cieli di Siria

Sono giorni caldi nei cieli siriani in seguito all’abbattimento di cacciabombardiere dell’aviazione siriana (SAAF Syrian Air Force) ad opera di un caccia statunitense facente parte della forza aerea della coalizione impegnata contro le truppe dello Stato Islamico.

Il jet siriano, un Sukhoi SU-22 di fabbricazione russa e risalente all’epoca sovietica, sarebbe stato abbattuto nei cieli sopra Raqqa da un F-18 statunitense dopo aver colpito le posizioni tenute dalle truppe ribelli anti-Assad impegnate in combattimento contro l’IsIs. Una nota diffusa dal ministero della Difesa siriano afferma “Un nostro aereo è stato abbattuto oggi pomeriggio (19/06/2017) nei pressi di Raqqa mentre era impegnato nella lotta contro l’ISIS. Il pilota non è stato ancora ritrovato”.

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Immediata la risposta, in difesa dell’alleato, da parte della Russia la quale ha immediatamente dichiarato che “Qualunque velivolo, inclusi i jet e i droni della Coalizione internazionale, identificato a ovest dell’Eufrate sarà seguito dai mezzi antiaerei russi, terrestri ed aerei, come bersaglio nelle aree in cui l’aviazione russa è in missione di combattimento nei cieli siriani”.

Mosca ha poi chiarito che non intende abbattere gli aerei americani o quelli delle altre nazioni che prendono pare all’operazione Inherent Resolve – operazione che ha lo scopo di eliminare il gruppo terroristico ISIS in Iraq e Siria, ma intende compiere una dimostrazione di forza nei confronti della Coalizione. Le forze di Damasco e quelle schierate dal Cremlino dunque si limiteranno a tracciare con sistemi missilistici  e intercettare con la propria aviazione militare ogni aereo che volerà a ovest dell’Eufrate.

Per ora solo l’Australia ha deciso di sospendere le missioni delle proprie forze aeree dislocate nella zona, in attesa che la situazioni torni alla “normalità”.

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Intanto ieri sui cieli della Siria è avvenuto un nuovo intervento da parte degli USA. Questa volta a farne le spese è stato un drone iraniano: uno Shaheed-129 intento a bombardare le milizie anti-governative impegnate contro le forze dello Stato Islamico. Il messaggio inviato da Washington è tuttavia chiaro: ogni velivolo a favore del governo siriano che minaccia le truppe ribelli verrà abbattuto.

Roberto Rendina

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