Brace Yourselves: Banalità sul terrorismo are coming (back)

Ogni volta che viviamo il dramma di un attentato terroristico ci sentiamo vulnerabili.
Sappiamo che è normale avere paura ma che dobbiamo farci forza e non cedere all’odio né modificare le nostre abitudini, altrimenti la daremmo vinta a chi vuole fermarci. O meglio, dovremmo saperlo, ma puntuale come una bomba scoppia il vomito verbale di chi approfitta per fare polemica e snocciolare le verità che ha in tasca. Ecco le mie tesi preferite dei moderni illuministi da tastiera.

1) “I Musssulmani sono tutti terroristi e non avranno mai la democrazia”. Questa frase è di solito seguita da scomode accuse al sistema ( E la Boldrina keffààà? Ecco le sue risorse!1! ) e da pratiche soluzioni al problema (non sono razzista, ma basterebbe affondare i barconi). Non so chi avrà il coraggio di spiegargli che le deportazioni non sono tanto democratiche. Comunque, di solito, lo scontro tra Titaniche bestialità avviene con quello che dice:

2) “Ho tanti amici arabi e non sono violenti: Islam vuol dire pace”. Ci fa molto piacere, ma se generalizzare è sbagliato in negativo lo è altrettanto in positivo. E comunque ho una brutta notizia: “Islam” contiene sì le radicali della parola “pace” (salām), ma è ciò che in arabo si chiama “masdar di quarta forma”. Derivando allora dal verbo Aslama, che significa “sottomettersi a Dio”, prende il significato di “sottomissione”. Sicuramente il sedicente esperto lo sapeva, voleva solo rifarsi all’interpretazione coranica per cui la pace interiore si raggiunge arrendendosi al volere di Dio. Sicuramente.

3) “Il problema vero sono le religioni”
Questa è la versione intellegibile di vaniloqui come se fossero tutti come me che non ho l’amico immaginario come questi hahahahaha che guarda che danni fanno perchè il problema è che tutte le religioni sono oppio dei popoli inventate dal potere per controllarci e poi boh nel terzo millennio come si fa a credere ancora a certe cose e se tutti lo capissero ci sarebbe la tolleranza ma non lo capiranno mai poveri ingenui. Al fine autore di questo stream of conscience sfugge che tolleranza significa rispettare tutti, e che la vera sfida è andare d’accordo con idee diverse. Dire che ci sarebbe la pace se tutti la pensassero allo stesso modo è logico come dire che Hitler era pacifista perché volendo conquistare il mondo avrebbe creato uno stato unico che non avrebbe mai fatto la guerra.

4) “E allora Breivik? E le crociate?”
E i marò? Nessuno mette in dubbio che ogni religione conti tra i suoi adepti persone poco
raccomandabili, ma questo non spinge in là la riflessione. Certo, è importante evitare di
dividere il mondo in tifoserie avversarie, ma non si trova una soluzione negando il problema. Se c’è stato un intoppo nell’integrazione è utile discutere su come superarlo per tutelare chi vuole integrarsi ed espellere gli elementi pericolosi. L’unico approccio insensato è quello di “malealtrismo” elencando gli altri mali del mondo per non affrontare la questione.

5) “Tutto un complotto per distoglierci dalla crisi economica”
Avete presente la premessa in cui dicevamo che ogni attentato ci scuote come umani?
Scordatevela, questo personaggio ha la sensibilità di una formica. Non importa quante
persone siano morte, gli interessa solo argomentare le sue accurate analisi storiche (vatti a leggere cos’è il piano Kalergi!1!). Non lo avete mai sentito? Siete i soliti schiavi del sistema che credono a tutto ciò che dicono i governi.

6) “La colpa è completamente di…”
Finché gli attentati erano solo in Francia era facile: “la colpa è della Francia che ghettizza i meno abbienti nelle banlieu”. A parte il fatto che è fisiologico che le case a buon mercato non siano dietro gli Champs Élysées, questa tesi è crollata dopo gli attacchi in Germania e nel Regno Unito. Allora la colpa è diventata dell’Unione Europea. Può esserlo perché non ha espulso abbastanza elementi sospetti, può essere colpa sua perché ne ha espulsi troppi in modo razzista, perché non controlla abbastanza bene, perché controlla troppo limitando le libertà. Insomma come si fa si sbaglia, gli unici ad avere la verità in tasca sono i leoni da tastiera.

Ognuno ha la propria idea sulle cause dietro il terrorismo, e molte hanno un fondamento di verità. L’importante è capire che un fenomeno così complesso non può essere liquidato con una o due frasi, perché in una fase tanto delicata della nostra storia sarebbe fatale. Il panico ha tanti modi di manifestarsi. C’è chi cerca delle spiegazioni logiche per autoconvincersi di poter controllare gli eventi (e allora o nega il fenomeno o attribuisce colpe frettolosamente) e chi si lascia trascinare dall’odio. Allora cerchiamo di restare, tutti, calmi per quanto possibile, e di diffidare di chiunque ci convinca che per uscirne basta una formula magica.

Victrix causa diis placuit sed victa Catoni
Monsieur Pococurante

 

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