LA FERRARI TORNA AD ESSERE GLAMOUR

Dopo 16 anni la Scuderia Ferrari torna a vincere nel Principato di Monaco. Per la Mercedes week end da buttare.

L’ultima pole position ottenuta da Kimi Raikkonen in carriera risale al gran premio di Francia del 2008. Sbagliato. L’ultima pole position in carriera, almeno fino ad ora, di Kimi Raikkonen risale al gran premio di Monaco che si è corso questo week end, anno Domini 2017. Il buon ice-man ci ha messo 128 gran premi prima di tornare in pole ma ha deciso di farlo nel circuito più bello e difficile del mondiale. Il sabato, sia in prove libere tre che in qualifica, è stata la conferma di quanto fatto vedere nel venerdì pomeriggio del principato, dove la Ferrari ha demolito la Mercedes. I tedeschi a fine giornata diranno che hanno fatto un cambio di set-up che non ha funzionato, e che per la qualifica e la gara tutto sarebbe cambiato e forse tornato come al solito. Invece non è tornato tutto come al solito, è andata meglio perché la Ferrari ha dominato le terze prove e si è presa con disinvoltura la qualifica con i due missili rossi in prima e seconda posizione ma con la piccola differenza rispetto a quanto un tifoso si può aspettare, che la prima macchina è quella con il numero 7; macchina che non ha nome, Kimi non le battezza, le chiama semplicemente FERRARI. La nota particolare del sabato è stata vedere Hamilton fuori dalla qualifica tre. Per tutto il week end le frecce d’argento sono apparse spuntate rispetto al solito ma il risultato disastroso di Hamilton deriva soprattutto da sua colpe; il pilota inglese ha peccato di superbia durante le qualifiche cercando sempre il giro perfetto, cosa che a Montecarlo è difficilissimo da trovare, e abortendo ogni giro appena vedeva la macchina di un avversario anche solo in lontananza. Caro Lewis, a peccar di hybris si parte tredicesimi.

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Cari lettori, partire in prima fila a Montecarlo significa essere già a metà dell’opera. Domenica stupenda, 25 gradi la temperatura dell’aria, 50 quella dell’asfalto e due Ferrari che dominano la prima fila. Partenza magistrale dei due piloti di Maranello ma anche di tutti gli altri che alla prima curva, intitolata a Sainte Devote santa protettrice degli automobilisti, sono passati senza nemmeno un graffietto; avrà fatto un miracolo la Madonna perché è evento rarissimo che alla prima curva del principato non si tocchi nessuno. Dopo il primo giro le due rosse hanno già un netto vantaggio rispetto a Bottas che non ha mai avuto il passo per impensierire Vettel che è stato in seconda posizione dietro quel vecchietto di ghiaccio del suo compagno di squadra. Al quindicesimo giro si iniziava già a sbadigliare perché sorpassi, nella terra di Grace Kelly, non se ne fanno facilmente ne tantomeno con queste nuove monoposto più larghe e con gli pneumatici maggiorati ma verso il trentesimo giro è iniziato il valzer dei pit stop. Il primo ad entrare ai box è stato Verstappen che era quarto in gara e che ha costretto la Mercedes di Bottas a rientrare il giro e il giro dopo ancora è toccato al leader della gara Raikkonen. Vettel e Ricciardo hanno provato a fare qualcosa di diverso rimanendo in pista per molti più giri e questo ha consentino ad entrambi di guadagnare posizioni. Vettel dopo una serie di giri stratosferici è riuscito ad uscire davanti al compagno di squadra e a prendersi la prima posizione, mentre Ricciardo da quinto che era si è guadagnato il podio, con la rabbia di Bottas ma soprattutto di Verstappen.

Finiti i pit stop, Sebastian e Gina hanno cominciato a bruciare l’asfalto del principato tanto da rifilare quasi dieci secondi a Kimi che probabilmente ha avuto un set di gomme super soft non al massimo delle prestazioni. Dal trentacinquesimo giro gli sbadigli sono ricominciati, le macchine giravano e giravano e ancora giravano, fin quando la famosa regia internazionale non inquadra l’ingresso del tunnel e si vede una monoposto chinata su un fianco. Accipicchia, una scena difficile da vedere, diciamo impossibile. La monoposto era la Sauber di Pascal Wherlein che si è toccato con un troppo zelante Button che, al suo ritorno in macchina come rimpiazzo di Alonso il quale ha passato il week end a Indianapolis, decide magicamente che si può passare alla curva prima del tunnel. Diciamola tutta, Button voleva semplicemente prendersi qualcosa da bere al Twiga di Briatore. Per chi non conoscesse Montecarlo, il Twiga è situato all’ingresso del tunnel che è anche la curva più veloce del mondiale. Apparte gli scherzi, la posizione della monoposto messa su un fianco faceva pensare a qualche danno per il pilota che però fortunatamente ha risposto al team radio del suo ingegnere dicendo di stare bene. Naturalmente safety car in pista e distacchi azzerati. In un altro circuito sarebbe stato un male, a Monaco è un bene per chi è in prima posizione perché passa diversi giri senza rischiare di sbattere contro le barriere. Gli ultimi quindici giri passano con tranquillità senza scambi di posizione fino alla bandiera a scacchi che ha decretato ufficialmente il ritorno della Ferrari sul gradino più alto del podio nel gran premio più bello e ricco di storia del mondiale.

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Erano sedici anni che la Ferrari non vinceva a Montecarlo, l’ultima vittoria fu di Schumacher nel 2001 e l’ultima doppietta risale al 2010 in Germania nel famoso gran premio dove l’ingegnere di pista disse a Massa “Fernando is faster than you”.

La Ferrari è tornata ad essere glamour, perché se vinci a Monaco non puoi che essere glamour ma si è dimostrata sempre più solida e ha dimostrato di essersi lasciata alle spalle i problemi che negli ultimi anni non hanno permesso risultati simili, come il non portare le gomme in temperatura e il non riuscire a scaricare sull’asfalto tutta la potenza del motore. Tra due settimane si corre in Canada sul circuito Gilles Villeneuve, circuito molto simile a Montecarlo con muri vicinissimi e curve lente. La certezza è che si arriverà in Canada con un vantaggio di Vettel sul direttore inseguitore in classifica mondiale che è Hamilton, con 25 punti di vantaggio.

Rendez-vous au prochain grand prix.

Giovanni Crescenzi

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