Warriors-CAVS Atto III: La resa dei conti.

Se è vero, da che mondo è mondo, che tre indizi fanno una prova, con la terza finale consecutiva tra Golden State Warriors e Cleveland Cavaliers si può dire che un nuovo straordinario capitolo della pallacanestro più famosa al mondo sia stato scritto. Sicuramente una saga ancora ben lontana dall’avere l’aura di leggenda di CelticsLakers, ma è altrettanto vero che con la terza finale back-to-back-to-back (record assoluto) Warriors e Cavs sono già entrati nella storia. Risultato peraltro raggiunto con una facilità a dir poco disarmante, con i californiani che hanno addirittura messo in fila tre sweep (altro record da quando anche il primo turno è al meglio delle 7 gare) e LeBron e compagni che non ci sono riusciti a loro volta per 1 sola sconfitta. Ma se tutta questa quiete stesse preparando una tremenda e spettacolare tempesta finale? D’altra parte oltreoceano sono soliti dire: “save the best for last”! E gli spunti di interesse per poter credere che questa possa essere davvero un’edizione delle NBA Finals dal fascino sopraffino sono moltissimi. Innanzitutto bastano i duelli individuali a far venire a chiunque la voglia di leccarsi i baffi, grazie ad uno spessore che attualmente solo queste 2 squadre possono offrire. I vari James contro Durant, Irving contro Curry o Green contro Love sono infatti roba per palati fini, anzi finissimi. Il primo di essi su tutti, con LeBron che ha appena sorpassato Michael Jordan come miglior realizzatore di tutti i tempi nei playoff ed è in forma strabiliante, e KD che non vede l’ora di mettersi, finalmente, al dito il suo primo anello. Dalla parte di Golden State rispetto all’anno scorso vi è una freschezza fisica e mentale sicuramente maggiore, la passata stagione i Dubs dovettero ricorrere a Gara 5 sia con i Rockets che con i Trail Blazers e addirittura a Gara 7 contro i Thunder, senza contare le condizioni a dir poco precarie di Steph Curry durante tutto l’arco della post-season. Cleveland invece può senz’altro contare su una più profonda consapevolezza dei propri mezzi, acquisita proprio grazie all’epica rimonta targata James-Irving dodici mesi fa, e su una rosa ancora più profonda rispetto a quella del 2016, con un tiratore del calibro di Kyle Korver in più, per esempio. Mancano ormai pochi giorni e poi l’Oracle Arena di Oakland sarà pronta ad aprire i battenti delle NBA Finals 2017, e con il primo atto di marca Warriors ed il secondo di marca Cavs è tutto pronto per la resa dei conti.

Fabrizio Como

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