La Fortunata di Cannes 2017

A Cannes Fortunata è piaciuta. A Uma Turman è piaciuta Jasmine Trinca nel ruolo di Fortunate, una trentenne romana di Torpignattara, una parrucchiera a domicilio, la madre di Barbara che ha solo otto anni e già un passato difficile che grava sulle sue piccole spalle. Accanto alle sue, docili e strette, ci sono però le spalle larghe della mamma Fortunata, eroina di borgata che si aggira per le strade romane come una guerriera pronta ad attaccare.

fortunata-07-1150x748.jpg

Era questo lo scopo di Castellitto, che da dietro la macchina da presa sognava di immortalare la scena dell’arrivo di Fortunata come l’arrivo dei combattenti in un film bellico: deciso, incalzante, aggressivo. La Fortunata di Castellitto è un personaggio meno torbido di quello scritto nella sceneggiatura della Mazzantini, più eccessivo nel linguaggio e nei comportamenti.

Una donna esuberante, pittoresca e a volte irresponsabile è chiamata ad interpretare Jasmine Trinca, combatte tra l’essere una brava madre, una brava donna e un destino, che come ha detto Castellitto “non sempre è meritato”. Tutti i personaggi di questo film sono anime deragliate, sono dei treni che procedono in differenti direzioni, ad andature diverse che a volte finiscono per scontrarsi, letteralmente.

L’esistenza di Fortunata non è mai stata delle più rosee, quella di sua figlia meno che mai, dato il rapporto tra i genitori e le bizze, non insolite, con le quali le coppie separate lottano per l’affidamento. In questa situazione di disagio, attraverso la quale Fortunata riesce a divincolarsi, se pur con alcune difficoltà, con naturalezza, seduta sui sedili roventi del tram, con il suo trolley da parrucchiera a domicilio tra le gambe, compare la figura del medico (Stefano Accorsi), psicologo infantile della ASL che prenderà in cura la piccola Barbara, solo inizialmente. Ciò che accadrà dopo è inutile svelarlo.

coverlg_home-1.jpg

La pellicola sembra avere due anime. Una impetuosa ed eccessiva, positivamente parlando, nella prima parte del film e un’altra, forse fin troppo eccessiva, parlando negativamente questa volta. Saranno l’amore e la passione, o forse entrambi, oppure il desiderio di affermarsi, non dei personaggi, ma proprio del film, a conferirgli una carica ridondante, che tende a stonare con il ritmo incalzante della prima parte del film in cui non solo lo spettatore tende ad appassionarsi alla storia, ma anche a farla propria. Questo perché i temi affrontati, in fin dei conti, sono semplici come la protagonista.

Oltre all’interpretazione della Trinca, che questa volta recita per la coppia Castellitto-Mazzantini in abiti sgargiarti e capelli biondi, premiata dai giudici di Cannes per la Fortunata che ha fatto sua, spicca anche l’interpretazione dell’ex marito di Fortunata, nonché padre di Barbara, Edoardo Pesce, nei panni di stalker e uomo violento. Il ruolo del cattivo, già sperimentato in Romanzo Criminale, gli si addice particolarmente e nella pellicola di Castellitto ne dà ulteriore prova.

Francesca Lanzillotta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...