Via Francigena a Cinque Stelle

Grillo è tornato ad essere Grillo.

Dopo mesi in cui il cofondatore del Movimento 5 Stelle si è espresso soltanto attraverso il blog è tornato sulla scena pubblica munito di nuovi slogan sconvolgenti e del solito modo di fare aggressivo e diretto. Il palcoscenico questa volta è stata la Marcia da Perugia ad Assisi (19km) organizzata dal Movimento sabato scorso per il reddito di cittadinanza, ovvero un sostegno economico riconosciuto a chi è a rischio povertà.

m5sMotivo estremamente nobile, ma non è un caso che Grillo l’abbia scelto per tornare tra la gente comune; infatti i cinque stelle avevano già compiuto una marcia analoga nel 2015 quando ancora erano nel periodo della completa opposizione; mentre adesso la motivazione principale è trovare consenso per un eventuale futuro governo a cinque stelle.

L’elettorato del Movimento è sempre stato sin dall’inizio quello dei delusi dalla “vecchia politica” e dai “partiti corrotti”. Un bacino di utenza decisamente ampio, forse troppo. E l’unico modo per mettere d’accordo tutti, quando ormai il “mandare tutti a casa” appare obsoleto e impraticabile, è “il dio denaro”, o meglio “il bisogno del dio denaro”.

Grillo si presenta all’inizio della Marcia, davanti ai Giardini del Frontone a Perugia, con una fiaccola in mano e si paragona a Prometeo che “ha rubato il fuoco agli dei per donarlo agli uomini” dicendo di voler donare il reddito di cittadinanza; ma quando gli viene chiesto come questo dovesse verificarsi egli afferma che “le risorse ci sono, ci vuole solo la volontà politica”; fortunatamente un immancabile Di Maio si rivela più preciso sostenendo che i soldi per il reddito di cittadinanza ci saranno dopo i tagli ai vitalizi, alle auto blu, che come risposta risulta ineccepibile se non fosse un classico concentrato di ciò che gli italiani odiano di più.

Comunque bisogna riconoscere che fare una Marcia per il reddito di cittadinanza sulla via francigena, quella che percorrevano i pellegrini per arrivare da S. Francesco, colui che poteva vivere con ogni ricchezza possibile, ma ha scelto di diventare frate lasciando le sue ricchezze ai poveri, è stata una scelta decisamente azzeccata che ha poi permesso a Grillo di lanciare lo slogan “siamo come S. Francesco”.

grilloTale scelta, però, rientra all’interno di un più grande progetto di avvicinamento del Movimento alla Chiesa, infatti non è casuale che la richiesta del reddito di cittadinanza per aiutare i meno abbienti si sposi alla perfezione con i principi della religione cattolica. Ma andando oltre l’etica e la dottrina ecclesiastica, non risulta difficile comprendere che il motivo si trovi nella volontà di conquistare e mantenere un elettorato cattolico-moderato e coltivare un solido rapporto con la Santa Sede che potrebbe sempre essere utile al Movimento in caso di sviluppi elettorali positivi. Nonostante questo, la risposta lapidaria del Vaticano non si è fatta attendere: nel pomeriggio di domenica il segretario di Stato Vaticano in visita proprio al santuario di Assisi, ha affermato che “nessuno può pretendere di avere l’esclusiva del messaggio francescano”. Poi, per stroncare ulteriormente il tentativo interessato di dialogo con la Chiesa, il vescovo di Assisi Domenico Sorrentino ha dichiarato che “la chiesa non si fa strumentalizzare da Grillo” e questo, probabilmente, resta difficile da digerire per un Movimento nato, intenzionalmente o no, il giorno di S. Francesco.

Alessia Rossitto

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