Sempre connessi

Ovvero: perché nel 2017 un film come The Circle non ci impressiona, né ci sorprende, ma comunque ci inquieta.

“Metteresti la tua vita online per il lavoro dei tuoi sogni?” è la frase riportata nella locandina di The Circle, il nuovo film di James Ponsoldt, adattamento dell’omonimo romanzo di Dave Eggers, che ha come protagonista principale una ventenne statunitense di nome Mae Holland, interpretata nella pellicola da Emma Watson. La frase della locandina ci inganna, così come il film, così come Emma e Tom Hanks, così come ci inganna la percezione che abbiamo della vita degli altri quando la osserviamo dallo schermo del nostro smartphone, ma procediamo con ordine. Come abbiamo già detto Mae è una ragazza statunitense, una Millennial se così la vogliamo definire, ma su di lei non abbiamo molte informazioni: vive a San Francisco, le piace andare in kayak, lavora come centralinista in un’azienda di provincia, ha un padre malato di sclerosi multipla. Mae supera un colloquio di lavoro e viene assunta a The Circle, azienda di tecnologia e social media più potente al mondo nata dall’intuizione di TruYou, applicazione che incrocia mail, conti bancari e racchiude tutte le app esistenti sotto un’unica password. Con la Silicon Valley come sfondo, Mae entra in un mondo in cui viene monitorata 24 ore su 24, anche quando dorme. Ma nell’azienda hi-tech non è importante solo il lavoro, Mae deve anche socializzare, partecipando ai gruppi di aggregazione, club, associazioni e ovviamente aggiornare costantemente il suo profilo social. Non ci sembra una richiesta tanto eccessiva vista la nostra abilità nel tenere sotto controllo non uno, ma anche due, o tre per i più appassionati, social network ogni giorno. Ma a Mae, diventata solo pochi mesi operatrice e miglior impiegata di The Circle, tanto da stuzzicare l’attenzione del fondatore dell’azienda, Eamon Bailey, interpretato da Tom Hanks, che le proporrà di diventare il primo essere umano “completamente trasparente”, attraverso una telecamera che trasmetterà la sua vita in diretta streaming. Anche su questa ultima richiesta, quanto abbiamo da ridire? Quanto questo scenario ci sembra appartenente ad un ipotetico futuro? Sembra, piuttosto, un presente più articolato. Un presente in cui, l’idea di democrazia diretta con voto on-line presentata in diretta worldwide da Mae non appare più solo come un’opzione fantascientifica e utopistica, così come l’innovazione di sbandierare sul web gli stipendi dei politici. Siamo così lontani da questo? Ci stiamo avvicinando sempre di più ad ogni Instagram story pubblicata sui nostri profili. Tutto questo per dire, che la pellicola realizzata da Ponsoldt non mette sullo schermo qualcosa di inaudito e mai visto. Lo stesso ideatore di The Circle ha un qualcosa di familiare, tolta la sua dipendenza da teina e una barba che gli nasconde metà volto, guardando Tom Hanks e i suoi speech rivolti ai dipendenti dell’azienda, non può che venirci in mente Steve Jobs. Ma al posto di “Stay hungry, stay foolish” sentiamo “Conoscere è un bene, ma sapere tutto è meglio”. Tuttavia, la domanda giusta da porsi è “per chi?”. Impossibile dire che il messaggio non sia chiaro, anche se ad alcuni potrà sembrare di guardare un episodio di Black Mirror riuscito male. La serie britannica di Charlie Brooker ha fatto un po’ da spoiler a The Circle, letteralmente battendolo non solo dal punto di vista del tempo, ma anche dei contenuti. Tuttavia, per quanto The Circle non sia crudo come Black Mirror, è altrettanto diretto ed efficace. Consigliato e consigliabile per tutti coloro che ancora si rifiutano di credere che tutto ciò sia evitabile. Connettetevi.

Francesca Lanzillotta

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