Questioni di punti di vista

Chiunque sia interessato alle questioni politiche internazionali non può smettere di domandarsi come la popolazione interna, di uno stato studiato, viva i cambiamenti politici.
Come si sentono realmente gli Americani sotto la guida di Donald Trump?
Come vivono realmente i Coreani la propria dittatura, dissenso o consenso?
Come vivevano realmente gli Italiani il fenomeno del Cavaliere, rispetto a quello che i mass media, trasmettevano a tutto il mondo?
Soltanto noi possiamo sapere la reale risposta, ahimè.

Quando ho incontrato l’Italiana Alessandra, che ha 23 anni e studia legge a Paris 1 Panthéon Sorbonne non ho saputo resistere alla mia curiosità.

Come REALMENTE un italiano che però è circondato ogni giorno da Francesi ha vissuto le elezioni del presidente Macron? La sua ascesa, con un abbondante 65% al secondo turno, porta con se un altro dato estremamente interessante: il tasso di affluenza è stato il più basso degli ultimi 40 anni. Quasi un terzo degli elettori non ha scelto né Macron né Le Pen – 12 milioni di astenuti e 4,2 milioni di schede nulle.

Riporto la nostra chiacchierata e il parere interessante di una giovane, trapiantata di un mondo francese ma con un pulsante cuore italiano.

“Hai trovato, fin da subito Macron un personaggio enigmatico? Se si, perché?”
“È giovane, ricco, cresciuto tra banche e mercati finanziari, nonché promotore di una riforma del lavoro odiata da molti. Il suo partito porta le iniziali del suo nome e inizialmente reclutava militanti online. Sei mesi fa nessuno avrebbe mai pensato Macron potesse neanche mai passare il primo turno. ”

“Che aria tirava a Parigi durante il primo turno? E durante il secondo turno? ”

Un centrosinistra già a brandelli si è presentato al primo turno con un candidato ridicolo, e il candidato di centrodestra dopo il Penelopegate è stato massacrato dai media.
Mélanchon ha brillato durante il primo dibattito pubblico ma rimane un anti europeista di estrema sinistra. Le Pen concentrava i suoi interventi sulla minaccia terrorista e l’islamofobia. Macron è stato duramente criticato per non avere un programma elettorale – sintomo della sua inesperienza -, e anche quando finalmente si è deciso a pubblicarne uno, i suoi contenuti non hanno convinto pochi. I due dibattiti televisivi sono stati piuttosto deludenti, soprattutto il secondo definito “uno dei momenti più bassi della quinta repubblica francese”. Non c’è da stupirsi se dopo la vittoria di Macron a Parigi regalassero magliette con scritto “sopravvissuto alle
elezioni presidenziali 2017”.

“Macron, era realmente ben voluto dalla Francia come è passato mediatica mente in Italia, o è stata una scelta quasi “costretta” dovuta alla rivale “Le Pen”? ”

Chi ha votato Macron al primo turno ci ha creduto davvero. Emmanuel rappresenta un nuovo modo di fare politica, scollegato dagli equilibri tradizionali francesi. Il suo percorso accademico è eccellente e la sua campagna elettorale è stata studiata ad hoc. Per quanto riguarda il secondo turno, tutti i candidati eliminati al primo turno, tranne Mélanchon che ha preferito limitarsi a dire “non voterò Le Pen”, hanno pubblicamente sostenuto Macron. I valori in gioco erano troppo grandi. Inevitabilmente questo ha avuto un ruolo importante ed ha influenzato anche i più scettici. Vedremo cosa succederà alle elezioni legislative.

“Come vede un Italiano che vive in Francia questa elezione, ovvero, la vive in modo coerente alla mentalità francese? ”

Non si può generalizzare, dipende molto dalla sensibilità e dalla formazione di ognuno. La storia politica francese è molto differente da quella italiana, così come il loro sistema elettorale. Sono abituati ad un Presidente solido e decisionista, contrastato da un’Assemblea con l’opposizione alla maggioranza. Ricordano e temono il ritorno all’instabilità politica della quarta Repubblica. Questo ha una forte influenza sulle aspettative dell’elettorato francese. Fiducia e stima verso le Istituzioni, un forte sentimento di appartenenza allo Stato e la pretesa di candidati con percorsi accademici di eccellenza sono caratteristiche abbastanza comuni. Volendo generalizzare credo che un italiano, abituato alle larghe intese e ad una politica poco trasparente, sia più difficilmente impressionabile.

“Da Italiana che vive in Francia, pensi che questo presidente sia un bene per la Francia? E per l’Italia?”

Macron è una figura che suscita molti dubbi ma che allo stesso tempo rappresenta una grande opportunità. Per l’Europa senza dubbio: è una risposta coraggiosa e ambiziosa di fronte a nazionalismi ed euroscetticismo. Serva da esempio. Per l’Italia tutto dipenderà dai rappresentanti che verranno eletti, la nostra partita si gioca in Europa. Per la Francia staremo a vedere. “Le Gorafi”, un giornale di satira francese, l’altro giorno scriveva “se non altro ora finalmente scopriremo in cosa consiste il suo programma elettorale”.
Emmanuel, stupiscici!

Un grazie particolare ad Alessandra e la sua disponibilità, la scienza politica ogni giorno ci ricorda quanto sia contorta e quanto dobbiamo evitare di guardare le cose con una sola prospettiva.
Sguardo aperto, a 360 gradi, mente ancora più aperta: caratteristiche fondamentali per capire realmente l’assetto dei poteri.

La Domenica Tuttologa

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