GP SPAGNA: gara al cardiopalma

Week end fantastico. Sabato di fuoco per la Ferrari, domenica una gara come non si vedeva da anni. La vera F1 è tornata.

Di solito dedico poco spazio al racconto del sabato e mi concentro su una descrizione decente della domenica ma stavolta sono costretto e sono anche fiero di parlare del sabato di F1. Sabato 13 maggio del corrente anno, in Spagna, fa caldo e le monoposto cercano il migliore assetto possibile in vista della gara di domenica; fin qui niente di strano. Il difficile inizia nel box della Ferrari verso la fine della terza sessione di prove libere che anticipa la qualifica. La signorina Gina, accusa qualche lieve malessere nel sistema idraulico che all’inizio sembra non allarmare i meccanici di Maranello. Ore 12:30, notizia flash, Vettel cambia il motore della monoposto, corsa contro il tempo dei meccanici per mettere la vettura in pista per le qualifiche.

I cari amici lettori devono essere informati sulla tempistica necessaria per cambiare il motore di una macchina di F1, all’incirca quattro ore. Alle 14:00 iniziava la sessione di qualifica. Ora, nel mondo, lo sconforto prendeva piede con vigore, con i commentatori di tutto il mondo che, un po’ gufando, sostenevano che il week end di Vettel sarebbe stato tutto in salita perché non si sarebbe potuto qualificare e così via. E invece no.

I meccanici di Maranello sono riusciti in poco più di due ore a sostituire la power unit di Gina e a mettere Vettel in pista pronto per combattere con le Mercedes. Scatta la qualifica, Vettel percorre il così detto installation lap per controllare che tutte le componenti siano al loro posto, ultima chicane team radio bellissimo che ringrazia il lavoro straordinario fatto dai suoi meccanici; quinta curva del primo giro cronometrato, team radio dai box: “STOP THE CAR, STOP THE CAR”.

Mobili, soprammobili, pavimenti e tutto ciò che poteva crollare in casa, è crollato. Disastro. Vettel chiede conferma al suo ingegnere, cerca disperatamente di tornare ai box, ma poi…magia. Reset della parte elettronica tramite pc e Gina inizia a scaricare sull’asfalto tutti i cavalli, cavallini e cavallucci del nuovo propulsore. Leggenda narra che, in quei minuti, il tasso di conversione verso una qualsiasi religione sia salito ai livelli massimi mai registrati nel corso della storia moderna.

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Il sabato si conclude con Hamilton in pole position ma con un distacco da Vettel di soli 54 millesimi, il nulla. La gara della domenica prometteva grandi cose.

Infatti grandi cose sono successe. Partenza magistrale di Vettel che brucia Hamilton e si prende la prima posizione già prima della frenata di curva uno; Raikkonen rimane vittima di un panino assurdo tra Bottas a destra e Verstappen a sinistra e in F1 si sa, non ci rimette mai chi tampona, quindi Kimi e Verstappen fuori con le sospensioni distrutte e Bottas che in terza posizione non riesce a tenere il passo di Vettel e Hamilton.

La cosa bellissima che ha fatto sorridere e anche commuovere il mondo è stato un bambino che, dagli spalti della tribuna centrale, è stato inquadrato mentre piangeva a dirotto dopo che il suo idolo Raikkonen era uscito dalla gara.

Intanto Vettel mette due, tre secondi tra se e Hamilton e si cercava, nel frattempo, di capire come mantenere la prima posizione dopo il pit-stop. Per sicurezza la Ferrari decide di far rientrare Vettel al sedicesimo giro per evitare si subire l’under cut di Hamilton e monta gomme soft gialle, le più prestazionali. Il buon Sebastiano esce di gran carriera dai box e in men che non si dica riesce a risalire il gruppo, fin quando non trova l’ostacolo chiamato Bottas che, da uomo gara in Russia, è diventato in Spagna l’uomo ostacolo. Bottas allunga la sua permanenza in pista, Vettel rimane incollato nelle curve quasi a spingerlo ma sul rettilineo non lo riesce a passare, intanto Hamilton compie il suo di pit-stop e monta gomme medie bianche, le meno prestazionali che però diventano prestazionali contro Vettel grazie alla funzione tappo svolta da Bottas. Vettel perde quattro secondi su Hamilton e perde anche il miglior periodo di vita delle gomme soft.

Tra la prima e la seconda sosta ai box si è avuta una VSC ovvero la virtual safety car che ha favorito la Mercedes. Secondo pit-stop di Vettel, gomme bianche fredde, esce dalla corsia box e si trova Hamilton che arriva come un lampo, prima curva appaiati, le gomme delle due monoposto si baciano ma Vettel riesce a tenere la prima posizione anche per alcuni giri successivi, fin quando l’inglese non decide di scaricare tutta la potenza dei mille mila cavalli della sua freccia d’argento e sorpassare Sebastian e Gina con una facilità quasi vergognosa.

La gara è finita così, con Vettel secondo e con Hamilton primo che aveva sulle gomme soft un quantitativo di giri che nessuno si sarebbe mai aspettato. Terzo si piazza l’australiano Ricciardo che non sa nemmeno lui come sia arrivato cosi avanti, infatti è arrivato con cinquanta secondi di distacco dai primi due. Però voi lettori potreste contestare e dire: no, c’è qualcosa che non va, Bottas che fine ha fatto? Beh esiste un po’ di giustizia anche in F1 e Bottas, dopo avere buttato fuori Kimi alla prima curva, dopo aver fatto piangere un bambino a dirotto, che però è stato premiato dalla Ferrari portandolo nei box e facendogli conoscere il suo idolo Raikkonen, ma soprattutto dopo aver fatto da tappo a Vettel, gli è esplosa la macchina, il suo motore ha preso fuoco. Amen!

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A mente fredda alcuni commentatori parlano di strategia sbagliata della Ferrari. Io onestamente dico, ben tornata F1. Finalmente dopo anni si è rivissuta una gara come ai tempi di Schumacher, dove si combatteva in pista, facendo fare ai compagni di squadra anche quello che ha fatto Bottas, e si combatteva ai box tra ingegneri con le strategie. Ormai è la quinta gara, siamo a due vittorie Ferrari e tre Mercedes ma la rossa c’è, Gina c’è, i piloti anche e questo vuol dire che vivremo uno dei campionati più belli degli ultimi anni.

Sarebbe un mondiale ancora più bello se la Red Bull potesse entrare nelle danze, se potesse entrare Alonso che sabato si è qualificato settimo con una macchina che non può essere definita monoposto di F1 e se si inserisse qualche altro team che ha le capacità tecniche e finanziarie come la Renault.

La prossima gara in calendario tra due settimane è Montecarlo, dove si, il glamour e il lusso sfrenato la fanno da padroni ma la domenica si corre sul circuito più stretto del mondiale e si sa, vince chi sbaglia meno e chi ha più pa..e.

Nello stesso week end vedremo anche protagonista Alonso nella 500 Miglia di Indianapolis e questo è un bene per lo spettacolo, ma un male per la F1 perché Alonso a Monaco ci ha sempre fatto divertire. Please, dategli una macchina semi competitiva, al resto ci pensa lui.

L’augurio mio personale è di poter vedere una bellissima gara a Montecarlo, con un Sebastian Vettel agguerrito che avrà fame di riscattarsi dal primo 1-0 a favore di Hamilton registrato nel primo di tanti testa a testa.

Giovanni Crescenzi

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