Il futuro parte sempre dal passato

Obama a Milano: una due giorni (8-9 maggio) tra Seeds&Chips, giovani e cibo sostenibile. Il futuro e la lotta ai populismi (ri)partono da qui, e beato a chi ha potuto spendere 850 euro per ascoltarlo.

Un parterre di alta qualità ha accolto per 48 ore l’ex presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama. I ministri Calenda e Martina, il Presidente della Lombardia Maroni, il sindaco Beppe Sala, il Primo Ministro Paolo Gentiloni, Silvio Berlusconi e dulcis in fundo l’ex premier Matteo Renzi. E poi ancora: Kerry Kennedy, presidente del Robert F. Kennedy center for justice and human rights; Livia Pomodoro, presidente del Milan center for food law and policy; Fabio Gallia, ad di Cassa depositi e prestiti; Luigi Bonini di Starbucks; il presidente di Illycaffé Andrea Illy, l’ex ad di Esselunga Giuseppe Caprotti; il vice presidente di Slow Food international Edward Mukiibi; la fondatrice e presidente di Food Tank Danielle Nierenberg. Presenti anche diversi esponenti della Commissione europea e del Parlamento europeo. Per loro un ciclo di convegni legati all’Expo. Dall’ hi-tech allo slow food, passando per i millennials e i big data; per dirla alla Barbieri, un mappazzone di cose, tutte moderne ed assolutamente all’ordine dei nostri giorni.

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Ospite d’eccezione come detto, Barack Obama. Tutti i fortunati, a quanto pare molti visto il tutto esaurito alla fiera ospitante (Seeds&Chips), che hanno avuto la possibilità di assistere alla conferenza dell’ormai “fu presidente a stelle e strisce”, si sono goduti belle parole. Nei 45 minuti concessigli Barack ha parlato di cibo sostenibile, un tema delicato e attualissimo. Obiettivo: risolvere le migrazioni dovute (anche) alle carestie, migliorare i sistemi produttivi in campo alimentare e promuovere una nutrizione sana, equilibrata. Non proprio come in America, per esempio. Dove però l’ex first lady Michelle si è battuta promuovendo la campagna Let’s Move: cibo per tutti, regimi alimentari salutari, è questa la strada.

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E poi sul clima, anche qui, una faccenda delicata di per sé, resa ancor più importante dagli ostacoli posti ultimamente dalla neo-amministrazione trumpiana. Barack dal canto suo rilancia la Cop21 (accordi di Parigi) e afferma con decisione di voler proseguire la battaglia per ridurre l’inquinamento e il riscaldamento globale. Il mondo d’altronde va avanti e cresce a livello demografico in modo esorbitante, sarà dunque sempre piu fondamentale saper gestire problematiche quotidiane come queste.

Con il neo segretario dem del Partito Democratico poi, Obama continua il suo discorso sull’innovazione anche in altri campi. La tecnologia, il web, sono questi gli strumenti che se ben utilizzati possono realmente aiutare a sconfiggere le trame terroristiche che viaggiano sui social prima ancora che per le strade, in mezzo ai mercatini di natale o nei locali dei centri città.

E chi meglio dei giovani può interpretare e prendere in mano le redini di questo progetto così dinamico e plurale. Su questo Obama e Renzi viaggiano assolutamente sulla  stessa linea d’onda. Commentano le elezioni francesi, il personaggio Macron che ha sconfitto il mostro lepenista, pronto a riformare l’Europa oltre che la Francia.

Barack ottiene la cittadinanza onoraria milanese, ha incontrato un aspirante chef diciannovenne malato di Sla, ottenuto un mega orologio a Cucù a forma di Duomo, ha visitato il Cenacolo oltre che il Duomo stesso. Noi invece, senza spendere 850 euro, da lui abbiamo ricevuto l’ennesima lezione di vita sul futuro che verrà.

Mauro Giansante

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