L’arte di delegittimare il nemico

Tra teorie del complotto e chiacchiere da bar.

“La dialettica eristica è l’arte di disputare, e precisamente l’arte di disputare in modo da ottenere ragione, dunque per fas et nefas (con mezzi leciti e illeciti).”

Si apre così L’Arte di ottenere Ragione di Arthur Schopenhauer, che ci mette in guardia dagli stratagemmi per screditare l’avversario a qualunque costo. Certo alcuni personaggi odierni non sono tanto fini da leggere Schopenhauer, ma la lettura è indubbiamente utile.

La scorsa domenica Emmanuel Macron è diventato Presidente della Repubblica Francese con una percentuale bulgara, ma che fa riflettere su quanto il Front National si sia evoluto nell’ultimo decennio. Per i sostenitori è il Messia dell’Unione che ci salverà dal baratro; per i detrattori uno psicotico pupazzo dei poteri forti pronto a metterci in ginocchio. Insomma, nulla di tiepido e i media si sono sbizzarriti. Ma che piaccia o non piaccia non possiamo stare al gioco di chi ne fa una caricatura.

Tra le tante teorie sul Presidente, la più recente è quella di un sedicente psichiatra che ne avrebbe analizzato la personalità giungendo a una diagnosi: è psicopatico. Infatti è stato vittima di una pedofila trentanovenne da adolescente e l’impunità di questo atto avrebbe in lui traviato il senso del limite, rendendolo megalomane.

freud.pngL’astuzia è proprio nella parola “psichiatra”. Gli antichi chiamavano questa tecnica argumentum ad verecundiam, ovvero servirsi dell’autorità come argomento. Così quella che si esprime non è un’opinione, ma un fatto Scientifico. In più lo spettatore comune non è esperto di un dato tema e dà per buono quanto detto. Non solo, ci ricorda Schopenhauer che più è ignorante l’interlocutore e più avrà venerazione per qualsivoglia autorità, di cui tra l’altro non ha sottomano le opere per confutare con precisione una tesi. Allora chi ascolta accetta che Macron è psicopatico perché lo ha detto uno scienziato, e non si cura del fatto che per compiere una diagnosi un paziente debba essere visitato, e non giudicato dalla TV. Chissà se il dottore visita sempre a distanza, chiederà senz’altro pochissimo per ogni seduta.

Lo “scienziato” di cui sopra però dice di avere delle prove: ad esempio il fatto che quando contraddetto il neopresidente si scalda. Ciò denota il narcisismo di chi è abituato ad averle tutte vinte, intrappolato in una psiche da adolescente, e non è abituato a un maturo confronto. Ovviamente questo potrebbe essere detto di tutti, visto che un chiunque venga contraddetto non ne è felice e anzi ha voglia di spiegarsi, ma questo significa argomentare e non “non essere abituati al confronto”. A meno che non si arrivi a urla e insulti, cosa che non è avvenuta.

Per l’”esperto” comunque il ritratto diventa chiaro: all’autoreferenzialità si aggiungono incuranza delle regole, arroganza e incapacità di provare rimorso. D’altronde Macron non ha provato rimorso a seguito di alcune dichiarazioni a dir poco aberranti per un candidato alla Cosa Pubblica: definire i poveri “sdentati” perché senza soldi sufficienti a curarsi; dire che la vita di un imprenditore è più dura di quella di un operaio; incitare nei giovani il desiderio di diventare miliardari.

Peccato però che ad aver apostrofato in quel modo i poveri sia stato invece François Hollande, e che le frasi successive non fossero volte a stimolare la ricerca del progresso e del benessere del Paese. Perché è vero che un imprenditore ha maggiori responsabilità e lavoro dei propri dipendenti, e proprio questo è a base della disparità di entrate. Poi che non debba esserci sfruttamento è un’altra faccenda.

Ma ancora lo psichiatra conferma: dire che non intendeva dire x è ridicolo, perché in realtà il suo subconscio pensava quanto detto, come in lapsus Freudiano. Insomma secondo la Scienza quelli che estrapolano le frasi altrui per strumentalizzarle non esistono. Come per Pinocchio non esistevano gli assassini.

president barbie.jpgLa conclusione è semplice: Macron è pericoloso perché non ama la Francia, ma vuole governarla per nutrire il proprio fragile e instabile ego. Ciliegina sulla torta, non poteva accettare di essere sconfitto da una donna, visto che in essa non riesce a vedere una Marianne Rivoluzionaria ma solo una figura verso cui sviluppare una relazione morbosa (a Brigitte fischieranno le orecchie). Prescrivetemi gli psicofarmaci, ma sospettare che lo “scienziato” volesse arrivare a difendere Madame Le Pen mi pare tutt’altro che folle.
Insomma il prodotto mediatico Emmaunuel Macron esce in tante versioni: Macron psicopatico, Macron gay, Macron pervertito, Macron massone, Macron burattino, tutto personalizzabile in base a quello che vi aizza di più! Scherzi a parte, qualsiasi cosa pensiate di lui cercate di restare nel merito delle sue politiche. L’unica cosa davvero degna di uno psicopatico è accanirsi contro chiunque in modo incondizionato.

Victrix causa diis placuit sed victa Catoni
Monsieur Pococurante

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