La quiete dopo la tempesta?

Esattamente come due settimane fa, oggi è domenica e in Francia vige il silenzio più assoluto. Si vota per il ballottaggio Macron-Le Pen.
“Una parola è troppa e due sono poche” direbbe qualche nonno ben noto. Ma in terra gallica le ore precedenti questa giornata elettorale si sono consumate a suon di accuse, avvertimenti, striscioni, oltre che numeri, dati.

I numeri sicuramente li ha dati Marine (Presidente?) nel dibattito televisivo di mercoledì 3 maggio. Tra accuse ed insulti le argomentazioni sono state per tutta la durata del faccia a faccia “disordinate e brutali”, assolutamente malgestite dai moderatori, determinando una generale incapacità di comprendere chi davvero fosse risultato più convincente dell’altro. Macron pare averla spuntata, Le Pen invece si è distinta per aver portato sul tavolo della discussione notizie e numeri faziosi, falsi e aggiustati per far colpo sui telespettatori. Dalla questione Brexit per cui, secondo Marine, l’economia britannica non ha tratto che un benessere economico mai visto; al tema delle vendite si società francesi o dei cantieri navali di Saint-Nazaire. Accuse sempre basate su affermazioni non veritiere o imprecise, culminate con quella dei presunti conti off-shore alle Bahamas di monsieur Emmanuel. Il leader di EnMarche che quindi non ha fatto altro che continuare a rispondere alle menzogne della leader, riferendosi al proprio programma europeista e liberale, sociale ed economico, l’esatto opposto di quello frontista. Vago, populista, demagogico e verbalmente violento. Chissà che in Italia non ricordi nulla a nessuno.

macron puo.jpeg

Le intenzioni di voto di oggi dovrebbero attestare una vittoria centrista al 62% contro il 38% del l’estrema destra. Occhi puntati sull’elettorato degli Insoumises del l’estrema sinistra di Melénchon: il quale non avendo dato indicazioni al termine della prima tornata, il 23 aprile, lascia ancora margini di insicurezza sui suoi. Un terzo dovrebbe astenersi, uno su due invece dovrebbe preferire il centro macronista al FN. Ci si attende una partecipazione molto bassa, 75%, ai minimi dal ’69.

Appello a sostegno di Macron era arrivato poi ieri da GreenPeace con uno striscione invocante i tre valori rivoluzionari e l’hashtag #Resist. Resisteranno i francesi?

eliseo.jpeg

Pronto alla festa in zona Museo del Louvre il leader centrista europeista promette il superamento di scontri, tensioni e paure nella sua Francia. Marine invece da un lato si copre dichiarando soddisfazione anche in caso di sconfitta con percentuale superiore al 40%, dall’altra ha continuato fino alle ultime ore a rivolgersi al suo avversario in modo decisamente poco politically correct. E dentro al suo partito già c’è chi grida al ritorno alla linea patriarcale del padre di Marine, rifiutando e disprezzando le mosse e l’aria nuova portata da quest’ultima.

Con le ombre e le paure di possibili attacchi terroristici, peraltro minacciati dall’Isis ai lupi solitari, la Francia si dirige alle urne per scegliere il suo futuro. Il nord probabilmente più propenso alla rabbia lepenista, il sud più vicino al vento d’Europa di Macron. Sperando che le accuse di hackersggio portate avanti dall’ex ministro dell’economia sul suo partito vengano definitivamente smentite.

Buon voto a voi, fratelli francesi ed europei.

Mauro Giansante

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...