Il signore in rosso

10 titoli nello stesso torneo sono un’impresa mai riuscita a nessuno nella storia del tennis, farlo in due tornei diversi figuriamoci, giocarsi la possibilità di farlo in un terzo torneo (e per giunta uno Slam) è qualcosa di pensabile solo se il tuo nome all’anagrafe è Rafael Nadal Parera e sei nato a Manacor il 3 giugno 1986.

Il più grande tennista che la terra battuta abbia mai conosciuto, dopo aver conquistato ancora una volta Monte-Carlo e Barcellona, sposta le sue mire sul feudo prediletto, quel Roland Garros che più che intitolargli il campo centrale (come fatto in Catalogna) dovrebbe costruire un’area nella struttura in cui poterne venerare il culto in religioso silenzio.

Ma Rafa, prima di giungere in terra francese, deve ancora far tappa a Madrid e Roma per cercare di mettere a segno un leggendario quintetto che in carriera gli è riuscito solo nel 2005, quando ancora diciottenne il mondo iniziò ad accorgersi di lui.

In totale, contando i titoli in queste 5 località si arriva a quota 40, più in generale sul rosso sono 51 dei 71 complessivi, numeri di un uomo chiamato leggenda.

E pensare che questa stessa leggenda sembrava essere finita definitivamente nel 2015, dopo qualche avvisaglia già l’anno prima in cui solo un Nishikori a mezzo servizio e costretto al ritiro permise all’ormai ex saccheggiatore Nadal di battere l’unico colpo del suo annuale viaggio sulla terra (rossa), in cui di solito il bottino pieno era solo ordinaria amministrazione, nella Caja Mágica. Il re era già ferito, ma un ultimo colpo di coda parigino riuscì a mascherare per ancora qualche mese una condizione che iniziava a scricchiolare.

Nella stagione successiva invece il De profundis di Rafa recitava 0 titoli sulla superficie prediletta per la prima volta in carriera, compresa la mazzata tra capo e collo inflittagli da Djokovic nell’amata Parigi.

Ormai tutti si erano rassegnati al fatto che Rafael Nadal fosse finito, tra le fila c’era già chi cominciava a suggerirgli di appendere la racchetta al chiodo.

L’anno venturo si apriva con qualche spiraglio di luce dopo i ritorni al successo nel Principato e nella solita Barcellona, ma Murray prima, Djokovic poi e un problema al polso infine, costrinsero il maiorchino ad incassare altre delusioni cocenti nei due Masters 1000 ed abbandonare anzitempo il Roland Garros.

Chi l’anno prima aveva ancora desistito, ormai si era rassegnato alla triste realtà: il grande Nadal non c’è più, ormai resta solo un giocatore qualsiasi in grado di lottare al massimo per gli ATP 500 e qualche 1000 ogni tanto.

Ed ora che quest’anno, invece, ci ha raccontato di una finale in Australia, una a Miami e un ritorno al dominio sulla terra, all’improvviso tutti si sono ricordati chi è Rafael Nadal e ne stanno di nuovo celebrando i successi in attesa di, chissà, poter finalmente ri-esplodere in quel tripudio Slam che manca da 3 lunghissimi anni.

Ma in generale la lezione dovrebbe essere stata appresa: mai dare per morta una leggenda, soprattutto se si chiama Rafael Nadal Parera ed è nata a Manacor il 3 giugno 1986.

Fabrizio Como

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...