Primo O-Maggio… ai nuovi lavoratori

Ieri, in molti Paesi, si è celebrata la festa del lavoro per ricordare la lotta dei lavoratori per i propri diritti. Purtroppo però, cambiando i tempi cambiano le criticità e le forme di sfruttamento, e quelle che ci sembravano conquiste ieri vengono date per scontate oggi…ma anche viceversa. Perciò Buon Primo Maggio a te che sei:

1)Il collezionista di stage

Sei in teoria nel mercato del lavoro ma stai facendo uno stage non retribuito. Lavori le ore di un normale impiegato, almeno in part-time, ma senza prendere un euro o al massimo un rimborso spese. Mentre ti barcameni tra caffè e mansioni vere ti senti anche dire che vieni da una generazione di bamboccioni perché non capisci che la gavetta è formativa. Che poi la gavetta la accetteresti anche volentieri, ma magari con una prospettiva di contratto. E non sai se sei più fortunato tu con pezzo di carta e zero paga o un lavoratore in nero che oggi guadagna più di te (ci vuole poco) ma non avrà pensione (come te?).

2) L’Assistente di Miranda Priestly

mirandaDa contratto hai un orario di lavoro prestabilito, e tecnicamente a una certa ora sei a casa. Ma appena varchi la soglia ti arrivano decine di mail da leggere e a cui rispondere. D’altronde ok che sei a casa, ma che ti costa leggere questa mail? E mandarmi quel reportage? E scaricarmi quel file da portare domani? Roba da due minuti, con questi smartphone poi! Come nell’oramai film cult, fai fatica a far capire che cento lavoretti da “due minuti” sono altre tre ore di lavoro (gratis). Probabilmente il primo maggio hai lavorato, ma sei quasi felice perché almeno quegli straordinari li hai visti.

3) La Wonder-Woman precaria (e incinta)

Sei una donna e ringrazi chi di dovere per essere nata in questa parte di mondo e in quest’epoca. Sicuramente hai diritti che le tue coetanee di altri secoli o Paesi non potevano nemmeno sognare. Però ti accorgi che la strada è ancora in salita. Non è solo perché a parità di mansione un uomo è più pagato di te. Non è solo perché si presuppone che tu sia sempre in tiro. Non è solo perché ancora ti senti dire che per i ruoli di leadership saresti troppo emotiva in-quei-giorni-lì. Non è solo perché a un datore di lavoro è meglio dire che sei uscita da una comunità per eroinomani che non che ti sei sposata e vorresti un figlio. È solo che tutte queste cose insieme ti fanno rivalutare che intendesse Freud con “invidia del pene”.

4) Il comunista col Rolex

Parli di lotta operaia e capitalismo, difendi anche lo sciopero più spudoratamente gc.jpgstrategico e demonizzi il privato e i liberi professionisti. Quando ti parlano di abbassare le tasse rispondi che è populismo, demagogia, ignoranza, perché dalle tasse vengono i servizi ed è giusto che i ricchi paghino. Ma ovviamente di servizi pubblici ne sai solo quanto letto su qualche rivista di approfondimento, perché il figlio alla scuola privata lo porti in taxi (e non Uber). Hai incitato a sputare su ottanta euro, bonus cultura o di altra natura perché inutili, ma tu duemila euro in più non li prendi in un anno ma in due mesi.

5) Il Rockefeller col Casio

Sei un libero professionista e sei additato come un affamatore di popoli, che non fa la ricevuta, che può fare come vuole perché tanto non ha un capo e ha ferie infinite. Ti immaginano in SUV e con una villa che Gianluca-Vacchi-servimi-il-caviale (ovviamente comprata grazie al tuo conto in un’isola fiscale). Invece tra tasse, affitto, burocrazia e contributi che giustamente paghi a eventuali dipendenti riesci appena a mantenere la tua di famiglia. Le tue ferie non sono pagate, alla pensione meglio che ci pensi per conto tuo e di stare a casa in malattia nemmeno a parlarne. Ma in fin dei conti a voi Rothschild tutto questo non serve.

6) Il paladino in coma etilico

Sei uno di quegli studenti per cui il primo maggio è solo un altro ponte. Hai dei compagni che già si interrogano sul futuro e pensano a studiare, ma tu rispondi con frasi tipo “ci dovrebbero pagare a noi per venire a scuola”. Sai solo quello che ti viene più o meno detto in maniera grossolana, e cioè che il primo maggio è una festa di sinistra. Non hai idea di cosa significhi, del lavoro non te ne può fregare di meno, ma per te la festa è essenzialmente concertone- birretta-cannetta. Poi se i tuoi sono di destra critichi mentre se sono di sinistra osanni, in ambo i casi senza cognizione. Sarebbe bello se qualcuno ti spiegasse davvero l’importanza del lavoro, di come gratifica se lo prendi con passione, di come dia soddisfazione se non sei sfruttato, di quanto sia importante avere dei diritti. Tutto al netto di ideologie che ti lasceranno i paraocchi nella tua vita a venire.

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