Jour de France: Marine Le Pen

Ovvero: chi è la carismatica, radicale candidata antisistema che rischia di diventare presidente?

Nome: Marine Le Pen

Partito: Front National (Nazionalismo, Protezionismo, Antieuropeismo, Sovranismo)

Priorità: Chiusura delle frontiere, Protezionismo, Lotta al terrorismo, Uscita Euro

Incarichi: Presidente del Fronte Nazionale (2011 – in carica)

Sondaggi: 23% (#2)

Politici simili: Vladimir Putin, Donald Trump, Giorgia Meloni

° ° °

Marine Le Pen è già la vera vincitrice delle presidenziali francesi. Da cinque anni oramai, il leader del Fronte Nazionale impone all’intera politica francese l’agenda giornaliera. Dal terrorismo all’immigrazione passando per il complottismo finanziario fino al protezionismo. Dopo il 17% ottenuto alle scorse elezioni ed il filotto di vittorie, perlopiù morali che non effettive, è normale che i sondaggi la diano già qualificata per il ballottaggio. Normale mica tanto. Quando suo padre arrivò al secondo turno, il 21 aprile del 2002, la Francia visse un incubo tale da rendere l’espressione “21 avril” un ricorrente spauracchio al pari del Bau-Bau. Papà Jean-Marie fu poi sommerso dal fronte anti frontista prima e da Sarkozy poi e la bomba anti frontista pareva definitivamente disinnescata. Poi, sul campo di battaglia, come Giovanna d’Arco apparve lei, la piccola e denigrata Marine.

Marine-Le-Pen-peine-a-financer-sa-campagne.jpgTra padre e figlia non è mai corso buon sangue. Jean Marie Le Pen, padre di tre splendide figlie, non ha mai nascosto la sua preferenza per i mai arrivati figli maschi. Se questa boutade fascistoide non scalfiva le due sorelle maggiori, ha di molto ferito Marine che non è mai riuscita a vedere in quell’uomo così ambizioso, intelligente, ma spesso licenzioso un buon modello. L’adolescenza della Le Pen, macchiata da un orrendo attentato al padre che fortunatamente la lasciò illesa e dal drammatico divorzio tra i suoi genitori, ne tempra il carattere rendendola determinata e dura. Contro al volere del padre, che non riteneva opportuno finanziarle gli studi, Marine Le Pen opta per la carriera giuridica che, dopo gli studi in diritto penale alla seconda università di Parigi ed il master alla Corte d’Appello della capitale francese, le consente di diventare un avvocato.

Il richiamo delle orme del padre è però fortissimo. Impossibile non assecondare quel rapporto di amore ed odio. Impossibile non avvicinarsi al padre per nostalgia e per sfida. Ecco perché tutti gli anni ottanta e novanta sono un continuo altalenare tra svariati studi legali dell’Île de France e le più disparate sezioni del Fronte Nazionale.

Essendo allo stesso padre che mai avrebbe voluto mollare la poltrona a Marine Le Pen non vengono fatti sconti e viene imposta una gavetta doppiamente complessa per stornare qualsivoglia sospetto di nepotismo e, soprattutto, di passaggio di consegne.

L’avvocatessa parte alla carica prospettando un futuro diverso per il partito, un futuro “dediabolicizzato”. Le Pen figlia immagina un partito capace di prosciugare consensi a destra e perfino a sinistra. La costruzione di questa nuova destra radicale ha tuttavia un grande ostacolo: Jean Marie Le Pen.

Dopo aver silenziato l’oppositore interno Bruno Gollinisch, che invece intendeva preservare i capisaldi del frontismo, tra cui l’antisemitismo, è la volta di babbo che, dopo la sonata inferta alle presidenziali del 2007 da Nicolas Sarkozy, è più che mai rantolante. Marine, pochi anni dopo, compie il tanto atteso parricidio imponendosi così alla guida di quello che, complice la violenza della crisi economica, sarebbe divenuto presto il primo partito di Francia.

Marine, che per dedicarsi a quest’ascesa politica brucia tre matrimoni e patisce la lontananza dal figlio, nonostante il buon successo alle presidenziali del 2012 non riesce a superare l’odiato Sarkozy, il suo nemico dichiarato, l’ultimo vero argine al suo tsunami elettorale.

Hollande sconfigge Sarkozy di misura, la diga anti Le Pen è saltata. Il Fronte Nazionale è ufficialmente il primo partito di Francia alle elezioni europee. La sinistra allo sbando e la destra nel più totale parapiglia consentono che a Marine Le Pen di farneticare tutto ed il contrario di tutto. Dalla difesa della Palestina fino alla guerra contro le ragazze che portano il velo, dal rispolverato nazionalismo fino all’incondizionato sostegno a Donald Trump.

thumbnail_Le Pen afficheL’ondata di impuniti attentati che ha macchiato la Francia e scosso l’occidente diventa presto nuova benzina per la macchina da guerra preparata con lungimirante dovizia da Marine Le Pen. Il paese, soffocato da una crisi economica attanagliante, si dimentica della mancanza del lavoro e pone come prima preoccupazione la sicurezza. Molti francesi, normalissimi, ma sofferenti, sono pronti a scommettere sulla figlia di Jean Marie per rimettere il paese in ordine chiudendo le frontiere, cacciando un po’ di musulmani e divincolandosi dalla vampiresca Unione Europea. Dopo Brexit e Trump, Marine Le Pen vede la vittoria come un risultato possibile. Ecco perché si innervosisce e conduce una campagna a singhiozzo che innesca una parabola discendente. Eppure la forza del Fronte Nazionale non è mai stata nei sondaggi.

Per Marine Le Pen domenica, sarà il giorno più importante della sua vita. Il giorno della sua definitiva emancipazione.

Andrea Bonucci

(@AndreaBonucciUE)

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