C’era una volta una barriera corallina…

La rivista “Nature questa settimana ha deciso di ricordarci con un prezioso articolo una storia che dimentichiamo ogni giorno, e che oggi decido di riportare con tono malinconico e pessimista.

Crisi europee e geopolitiche in corso, movimenti e cambiamenti di rotta, primarie PD sempre più vicine, elezioni Francesi, i cambi di umore del nostro amico Donald Trump, la guerra in Siria, uomini contro uomini, cristi istituzionali quotidiane.

Il vortice umano è sempre più forte e sempre più autodistruttivo, e siamo così egocentrici e nichilisti che non ci poniamo nemmeno il dubbio di far male a chi ci da vita ogni giorno.

La Grande Barriera Corallina è la barriera di corallo più grande al mondo, composta da circa 2.900 barriere più piccole e 900 isole, si estende per 2 300 km su una superficie di circa 344 400 km². Situata al largo della costa del Queensland, nell’Australia nord-orientale essa può essere addirittura vista dallo spazio, considerata la più grande struttura fatta di un unico organismo vivente. La struttura è composta da miliardi di minuscoli organismi, noti come i polipi del corallo.

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La barriera ha una grande biodiversità, ed è stata inclusa come Patrimonio dell’Umanità nel 1981. Una ricerca guidata da Terry Hughes della James Cook University di Townsville (Australia) ha ufficializzato il verdetto: con l’aumento del 4% dei gradi nel mare dovuto al RISCALDAMENTO GLOBALE il 90% delle barriera corallina più grande al mondo è attualmente morta.
Nonostante il miglioramento della pulizia del mare la situazione non è migliorata ed è la prima volta che accade un caso in due anni consecutivi.
Il rischio è alquanto grave, perché non si può mettere la barriera a prova di riscaldamento globale.
E’ come se fosse una fine già scritta in realtà e forse è anche inutile fare polemica.

Nel 2017 vi sarà la decisione dell’UNESCO se inserire la GBC nella situazione di pericolo, anche se il governo Australiano sta cercando di fare pressione per evitare che questo accada per paura di un calo di turismo.

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Ora, so bene che delle barriere coralline interessa a pochi, anche se si sta parlando della nostra Madre Terra che ci mantiene quotidianamente e sappiamo bene che fine fece l’Islandese che decise di sfidare Natura, Leopardi non ci ha proprio insegnato nulla?

Probabilmente i nostri figli non sapranno nemmeno cosa vuol dire la parola barriera corallina, non avranno idea della meravigliosa biodiversità che il mondo ci ha donato e saranno abituati alla concezione dell’autodistruzione:

perché preoccuparsi di cosa succede alla Terra quando puoi crearti a tuo piacimento una barriera corallina virtuale nel nuovo gioco dell’Nintendo Ds?

Un po’ di coscienza, basterebbe solo quella, decidere di prendere un pullman per andare in palestra ed evitare la macchina, spegnere il motore quando siamo fermi anche se fa un po’ “freddino”.

Forse avremmo tutti un corpo più sodo e longilineo, quello che decantiamo tanto e che proviamo ad ottenere con programmi di super diete, super workout e super tensione psicologica, se si camminasse un pochino di più?

Magari questo riscaldamento globale, con un po’ di attenzione a spegnere la luce quando non serve, sarebbe possibile da combattere, e permettere, prima o poi una ripresa della nostra ormai vecchia amica Grande Barriera Corallina.

La Domenica Tuttologa

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