A never ending rivalry

Anche a Miami, come a Melbourne ed Indian Wells, sarà Federer contro Nadal, uno contro l’altro, ancora una volta, per l’ennesima volta.

L’arcirivalità più straordinaria della storia di questo sport è pronta a scrivere un nuovo capitolo di un libro che per ora ne contava 36.

Rivalità che trascendessero superfici e continenti ne avevamo già viste in passato, ma una che trascendesse anche le epoche non l’avevamo mai incontrata. Il primo confronto risale al 2004 ed era proprio a Miami, a vincere fu Rafa, era l’inizio della leggenda.

Da allora le battaglie memorabili tra i due si sono sprecate, le due che più delle altre sono state consegnate agli annali di questa disciplina e che se fossero dei quadri, sarebbero senz’altro appesi nella sala principale del Museo del Louvre, sono Roma 2006 e Wimbledon 2008, in cui a vincere fu ancora Rafa, come nelle altre 21 circostanze.

Ma la vendetta si sa, è un piatto che va servito freddo, e Roger si può dire che lo abbia servito ghiacciato, dopo quasi nove anni di attesa. È storia recente, anzi recentissima, la finale che ha scardinato qualsiasi principio della logica e della ragione umana e che ha consegnato al Re il 18° Slam tanto agognato.

Una rivalità unica nel suo genere nel corso di questi anni, che è la perfetta contrapposizione di due stili di gioco opposti, che poi si riflettono anche nell’atteggiamento in campo, nel modo di vestire, di apparire alle telecamere, di vivere l’attività agonistica. Federer e Nadal sono due mondi diversi messi a confronto, l’eleganza contro l’atletismo, la rapidità fulminea contro la resistenza estenuante, l’apollineo contro il dionisiaco, il cervello contro i muscoli.

Mondi così diversi che proprio per questo motivo quando si incontrano, anzi collidono l’uno contro l’altro, non possono che produrre uno spettacolo impossibile da replicare o eguagliare.

Roger non sarebbe il più grande se non ci fosse stato Rafa, e Rafa non sarebbe il giocatore che è se non ci fosse stato Roger.

L’influenza che l’uno ha esercitato sull’altro è incredibile, e non è cosa sconosciuta la stima immensa reciproca, Federer recentemente aveva dichiarato di essere il più grande tifoso di Nadal, l’altro non meno di una decina di volte nel corso della sua carriera ha riconosciuto la grandezza del rivale, anche in momenti storici in cui lo batteva regolarmente, come se ogni volta che vinceva, avesse saputo che stava arrecando un’offesa agli dei.

Ora che però sono tre le volte consecutive in cui ha perso, magari l’offesa gli sembrerebbe un po’ più giustificata in caso di vittoria in Florida, dove tra l’altro non ha ancora mai vinto in carriera.

Federer-Nadal, scena 37, ciak, azione!

Fabrizio Como

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