Le invasioni dei Bar-Bari #11

“Buongiorno.” A volte, a secondo del grado di smarrimento del cliente, può essere seguito da un classico “Posso aiutarla?” Non digrigno i denti mentre lo dico, non sbavo di rabbia, non mostro al possibile acquirente la foto del suo primogenito legato e imbavagliato, non punto pistole alla tempia costringendo alla consumazione del cappuccino, il più delle volte sorrido nonostante sia ancora vivo il ricordo dei crediti persi acquistando Berardi al Fantacalcio. Non rigo le loro automobili prima che entrino, non sono l’ex fidanzato delle loro mogli se parlo a un uomo, non sono l’amico che porta a bere il marito se parlo a una donna.

Sono sempre vestito almeno pulito, camicia bianca, jeans e grembiule d’ordinanza. Lavato e pettinato. Sono sempre composto, non corro, non salto e non guardo male nessuno, neanche i bambini che frantumano gli ovetti di cioccolata con le loro manine forgiate dal Demonio. Insomma, magari non sembro il ragazzo della porta accanto, ma di certo non rappresento una minaccia o un fastidio. Eppure… Raramente la gente risponde “No, grazie.” Partono tutti dal presupposto che io sia lì per fregarli, e che quindi siano ampiamente giustificati nel trattarmi come una pezza da piedi. Negli anni, ho avuto innumerevoli risposte diverse.

Permettetemi di elencarvene alcuni. Pause, rewind, play: “Buongiorno, posso aiutarla?”

1) “Te ne pòi anna’ a fanculo e lasciamme perde’.”

2) “Ti ho forse chiamato? Mi hai visto fare un cenno per dire Vieni Qui E Fatti I Cazzi Miei?”

3) Se mi serve qualcosa, schiocco le dita, tranquillo.” Poi lo ha fatto davvero. Ho abilmente finto di essere gravemente indaffarato a farmi i beati affari miei.

4) “Siete peggio dei testimoni di Geova, sempre in mezzo alle palle la domenica.” “Veramente oggi è martedì” “È il concetto che conta.” “Semmai il pensiero” “Non è la stessa cosa?” “Direi di no, chieda anche ai Pooh. “Non restare chiuso lì, concetto” a me non suona bene.”

5) “No, so benissimo quale cornetto prendere.” “Sta guardando il frigorifero.” Silenzio imbarazzato “Intendevo il gelato.” “Quello lo trova nel congelatore. E comunque alle 7 del mattino non glie lo consiglio.” “Mi piace di più un po’ sciolto. Possibile che non abbiate gelati al frigo?”

6) “E sticazzi non ce li vogliamo mettere?”

7) “Non ho bisogno del tuo aiuto, il tuo lavoro potrebbe farlo anche questo imbecille qui.” E indica un ragazzino di neanche dodici anni al suo fianco. Quello che fino a quel momento la aveva chiamata mamma.

8) “Magari potessi… Magari potessi…” Ed esce in lacrime. Tutt’ora non ho capito perché.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...