La wild card amara

I grandi del circuito si sono letteralmente scatenati negli ultimi giorni verso Maria Sharapova, ormai prossima al rientro dopo i 15 mesi di sospensione per il caso Meldonium, nel gennaio dello scorso anno. Dalla n°2 WTA Kerber, al primatista del ranking ATP Andy Murray, fino addirittura a  Francesca Schiavone. Il motivo del contendere? La concessione di una wild card alla russa per il torneo di Stoccarda (in maniera quanto meno discutibile) e la sensazione che la loro assegnazione da parte della ITF su tutto si basi fuorché sul criterio della meritocrazia.

A Masha, infatti, non sarà nemmeno consentito di accedere all’impianto del Porsche Tennis Grand Prix fino all’ultimo giorno di squalifica, per poi giocare direttamente il primo turno il mercoledì seguente. Una situazione decisamente paradossale. Non destano stupore, quindi, le dichiarazioni della numero 1 tedesca quando dice che: “la wild card che è stata assegnata a lei avrebbe potuto essere data ad una giocatrice tedesca, che difende i colori della Germania tutto l’anno e gioca in Fed Cup”.

Ma probabilmente il vero nodo della questione è Murray a toccarlo, nel dire quanto sia innegabile che avere un’atleta come Maria Sharapova sia di beneficio a qualsiasi tipo di evento, ed in un momento storico come questo, se possibile, ancora di più.

Dopo il ritiro di Ana Ivanovic, la maternità di Vika Azarenka e la disavventura di Petra Kvitova, il mondo rosa del tennis ha un disperato bisogno delle sue vecchie icone per dare nuova linfa ad un movimento che registra un vistoso calo di interesse.

Ed una giocatrice del calibro della siberiana serve maledettamente, soprattutto a livello mediatico, e poco importa se meriterebbero di essere premiate di più altre ragazze, o se non tutte godono dello stesso trattamento, purtroppo ad oggi tutto il mondo della racchetta, come dello sport in generale, ruota intorno al profitto, agli incassi derivanti dalla vendita dei biglietti e alla visibilità.

Tutte cose che una giocatrice come Maria, quasi più modella che tennista, ha sempre th5garantito e molto probabilmente continuerà a garantire nonostante la tempesta di polemiche ed ombre che si è abbattuta su di lei a seguito dello scandalo doping.

Siamo sicuri che la nuovissima Masha 2.0 versione bad girl non rischi di avere addirittura più sostenitori al suo seguito? Sarebbe bene quantomeno averne il beneficio del dubbio.

Di certo, però, non si può dar torto alla Schiavone, alla quale invece una wild card non è stata data, quando senza troppi giri di parole ha tuonato: “vi assicuro che non conto un c***o perché non ho grosso potere manageriale come altre giocatrici”.

Purtroppo la meritocrazia, cara leonessa, è un concetto sempre più sconosciuto da quando il dio denaro ha preso il sopravvento.

Fabrizio Como

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