Mamma mia!

Perché, anche se fossi gay, non esulterei.

Istruzioni per l’uso: Utero in affitto è una pratica usata in egual modo da coppie etero e non. Chiamare in causa omofobia può avere effetti collaterali (ignoranza, faziosità).

Per la prima volta un giudice di merito ha trascritto l’atto di nascita straniero di un bambino avuto da una madre surrogata per due genitori dello stesso sesso. La Corte ha deciso che la mancanza di legame biologico non fosse un impedimento e ha proceduto con la trascrizione. Tutti contenti… Ma ecco perché a me viene difficile esultare.

1)Mi pareva che in Italia le leggi fossero competenza del Parlamento. La magistratura dovrebbe applicare quanto democraticamente approvato da chi ci rappresenta e, per ora, l’utero in affitto nel nostro Paese è illegale. Questa decisione ha sancito che chi può permetterselo viene tollerato se trasgredisce, chi non può viene lasciato indietro. Il messaggio è: la legge è uguale per chi non ha i soldi per aggirarla. Che Progresso!

mamma-papa-genitore2) Il dibattito sul diritto delle coppie omosessuali di diventare genitori è molto acceso, basti pensare alle polemiche sul ddl Cirinnà. Ma perché dobbiamo nasconderci dietro un dito? Arriviamo al dunque e parliamo direttamente del diritto di adozione per genitori dello stesso sesso. Discutiamone insieme ma non lasciamo che una questione così delicata si regoli a colpi di escamotage. Basta che parliamo di adozione e non di utero in affitto.

3) Sono convintamente liberale, ma stavolta je suis Karl Marx. Aveva ragione: il capitalismo si è espanso al punto da trasformare non solo tempo e lavoro in merci, ma anche il corpo umano. Ciò che non poteva prevedere è che molti suoi moderni estimatori sarebbero passati all’altra barricata. Nemmeno le prime femministe avrebbero immaginato che alcune sedicenti attiviste avrebbero ridotto la donna a un’incubatrice con le gambe. Nella laica Francia, che è un Paese serio, le femministe di sinistra hanno firmato un manifesto contro questa pratica. E no, non erano religiose.

4) “Ma che dici, non è come comprare un bambino! E la donna non vende il proprio corpo, lo affitta con un immenso atto d’amore”. Già immagino reazioni simili. Quando parliamo di donne che offrono prestazioni per denaro o carriera, ci indigniamo e diciamo che si vendono o mercificano il proprio corpo. Secondo la logica in voga allora dovremmo parlare di vagina in affitto. Più scientifico e rispettoso di t****.

5) Sull’atto di amore parliamone. Una prostituta (e non una escort) si diverte o è spinta da sfruttamento e povertà? Lo stesso vale per le “affittuarie” di utero. Ci sono bellissime storie di donne che donano un figlio a una sorella che non può avere figli, ma purtroppo sono la minoranza. Leggendo le storie di chi fa questa scelta spesso traspaiono indigenza e disagio. Non ci si sottopone al calvario di bombardamenti ormonali, nausee e vincoli legali se si hanno altre prospettive. Senza parlare degli avvocati che regolano lo stile di vita in gravidanza, come comportarsi in caso di patologie o fecondazione gemellare. E dei soldi che La Coppia spende, tra spese mediche e legali, alla madre biologica arriva una parte ridotta, rendendo questo lavoro h24 per 9mesi alquanto sottopagato. Chissà perché la donna non viene mai da Harvard dove studia per diventare chirurgo.

surrogacy-680x3656) Al massimo da Harvard viene la donatrice di ovuli. Sì, perché talvolta le affittuarie in dure condizioni sono straniere. Ma La Coppia non vuole un bambino nero o orientale: lo vuole bianco e ariano. Per questo coinvolge una seconda donna, una donatrice (a pagamento) di ovuli. E sceglie come sul catalogo Ikea: una fa danza, una è laureata, una è bionda… così i geni giusti saranno trasmessi al nascituro. Solo a me sembra razzismo ipocrita nella migliore delle ipotesi?

Al mondo ci sono migliaia di bambini orfani senza una casa. Se il vostro cuore è davvero così pieno di amore apritelo a uno di loro. Non ordinate un bambino come fosse un frullatore. Se siete pronti ad avere un figlio ma non potete, adottate. Poi si può discutere se e come il percorso di adozione debba essere riformato (pur garantendo le tutele del minore). Ma a questo deve pensarci, democraticamente, la legge.

Victrix Causa diis placuit sed victa Catoni

Monsieur Pococurante

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