Sarà Legalicum

La tanto attesa pronuncia della Corte Costituzionale sull’Italicum è finalmente arrivata

Prendete una legge elettorale che segua un principio maggioritario, consegnatela alla Consulta e questa, con un solo colpo di penna, ve la trasformerà in proporzionale. È esattamente quanto avvenuto per l’Italicum, la legge elettorale varata dal governo Renzi, e sottoposta al giudizio della Corte Costituzionale.

Il verdetto? Eliminare il ballottaggio tra i due partiti che hanno ottenuto il miglior risultato ma non sono riusciti a raggiungere il 40% necessario a far scattare il premio di maggioranza.

Premio che rimane sia ben chiaro. Se un partito (badate bene, partito e non coalizione come avveniva per il Porcellum) dovesse superare quel numero fatale, avrebbe giustamente diritto ad intascare il suo premio consistente nel 55% dei seggi disponibili. Un proporzionale con eventuale premio di maggioranza.

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“È immediatamente applicabile” ha confermato la Corte Costituzionale al momento della pronuncia, ma attenzione! sarà applicabile esclusivamente per la Camera, così com’era stato ideato per integrarsi all’interno del quadro di riforma costituzionale proposto dal governo Renzi e bocciato con il referndum dello scorso 4 dicembre.

Quindi in questo momento abbiamo due leggi elettorali: l’Italicum, rivisto, per la Camera e il Consultellum, ovvero il vecchio Porcellum rivisto, per il Senato. Anche quest’ultimo è frutto delle modifiche subite ad opera della Corte Costituzionale la quale lo ha trasformato da un sistema proporzionale con premio di maggioranza, in proporzionale puro.

La politica non ha perso tempo nel dividersi immediatamente tra chi vuole andare al voto subito e chi frena. A sorpresa a frenare, ma non troppo è il Movimento 5 Stelle. Il partito di Beppe Grillo chiede, infatti, che il Parlamento renda applicabile il Legalicum (così come hanno definito il prodotto della Consulta), anche al Senato e poi andare al voto nella prima data utile. Salvini e Fratelli d’Italia sono schierati per il voto immediato ma potrebbero accettare la proposta grillina purché i tempi di adattamento siano il più rapidi possibili. Spaccato invece il Partito Democratico tra chi, seguendo la linea del segretario Matteo Renzi, vorrebbe riesumare il vecchio Mattarellum, e chi predica calma e chiede tempo per far si che il Parlamento possa varare una nuova legge elettorale. Forza Italia nicchia: la palla passi al Parlamento che deve armonizzare i sistemi di voto per le due Camere.

obbiettivo40

Certo è che se si votasse domani il risultato delle urne rischia di darci un Parlamento senza una maggioranza. Anche se alla Camera dovesse scattare il premio di maggioranza previsto dal Legalicum, obbiettivo dichiarato del Movimento 5 Stelle che ha già lanciato l’hashtag #obbiettivo40percento, quella stessa percentuale non basterebbe ai pentastellati, o chiunque altro, di avere la maggioranza anche al Senato, dove al momento non è previsto nessun premio.

Il rischio è quello dell’ingovernabilità o della necessità di un ritorno alle larghe intese.

Roberto Rendina

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