Trump contro tutti

NATO obsoleta, la Russia un alleato, bene la Brexit e male la Merkel. l’Uragano Trump colpisce ancora

 

Aiutare gli alleati? “Se adempiono agli obblighi verso di noi la risposta è si”. Donald Trump ribadisce ancora una volta quella che sarà la linea della sua presidenza: “America First” prima gli Stati Uniti, poi, forse, si presterà attenzione anche agli altri. Questa volta a farne le spese è stata la NATO. In un’intervista rilasciata al New York Times il Tycoon ha infatti definito l’alleanza Nord-atlantica, oramai obsoleta rispetto al nuovo scenario internazionale.

Nata il 4 aprile 1949, all’indomani della fine del secondo conflitto mondiale, l’alleanza nasceva con lo scopo, da parte del cosiddetto mondo occidentale, di tenere a bada l’espansionismo operato dalla Russia, al tempo Unione Sovietica, che minacciava di travolgere tutto il vecchio continente, uscito stremato dalla guerra. Basata sul principio della “difesa collettiva” (se attacchi uno, attacchi tutti), la NATO serviva come risposta al crescente terrore sviluppato nei confronti dell’Unione Sovietica e dei suoi stati satellite. La risposta di Mosca a questa nuova minaccia sarà quella di creare a sua volta un’alleanza tra gli stati comunisti dell’est-Europa, il Patto di Varsavia.

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Attualmente formata da 28 Stati, la NATO ha subito, nel corso della sua storia, numerosi cambiamenti dal punto di vista organico, riuscendo però a mantenersi intatta anche dopo la fine della Guerra Fredda e la caduta del sistema sovietico. Formata inizialmente da 12 Stati, ha finito per raddoppiare le proprie dimensioni in poco più di mezzo secolo. Ai fondatori iniziali, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Italia, Francia, Danimarca, Belgio, Islanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia e Portogallo, si unirono negli anni ’50 Turchia, Grecia e Germania dell’Ovest (la Repubblica Federale di Germania in attesa della riunificazione con la Repubblica Democratica Tedesca); nel 1982 anche la Spagna aderisce al trattato. Con la fine della Guerra Fredda assistiamo ad una crescita esponenziale del numero di adesioni rappresentato dai paesi dell’est Europa i quali, ormai sciolti dal vincolo che li legava alla Russia (il Patto di Varsavia giunse al termine nel 1991) scelsero di legarsi al nemico storico. E così Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Romania, gli stati baltici; uno dopo l’altro entrarono all’interno dell’alleanza che crebbe.

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Le cifre attualmente a disposizione della NATO sono davvero impressionanti: tre milioni e mezzo di soldati, tredicimila aerei, diverse centinaia di navi da guerra tra le quali spiccano per importanza, e soprattutto mole, le gigantesche portaerei statunitensi. Un potenziale che non ha eguali al mondo ma che comporta spese enormi ai membri della coalizione: ben 850 miliardi di euro l’anno. Una cifra mostruosa da sostenere specie in un periodo di crisi finanziaria dal quale ancora non si è del tutto fuoriusciti. Proprio la voce spese è il principale cavallo di battaglia del neo-eletto presidente degli Stati Uniti. Secondo Trump, infatti, se gli stati europei vorranno continuare a godere della protezione degli Stati Uniti, dovranno sostenere dei costi maggiori di quanto fatto fino ad oggi.

 

Un parassita obsoleto e inutile, questa l’idea di Donald Trump nei confronti della NATO, che avrebbe dovuto terminare la sua missione con lo sbriciolarsi del blocco sovietico, non essendoci al momento alcuna minaccia che renda necessaria l’esistenza di un simile

unknownapparato. Si perché tra le varie idee portate avanti dal nuovo inquilino della Casa Bianca vi è anche una forte apertura nei confronti di Mosca. Un cambio di rotta deciso e a farne le spese rischia di essere proprio l’Europa e la sua Unione, che comunque sarà “difficile da tenere insieme”, asservita agli interessi della Germania. Saggia è stata, sempre secondo il Trump-pensiero, la scelta del Regno Unito di abbandonare il regno della Merkel. The Donald ne ha per tutti.

Roberto Rendina

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