Succede solo da McDonald’s

Perché stavolta difendo il fast-food

Mc Donald’s non smette mai di far parlare di sé, nel bene o nel male. Anzi, di solito nel male. Dall’inquinamento che produce, alla spregiudicatezza del suo fondatore (come raccontato nell’ultimo film con Michael Keaton), all’impatto sulla salute dei suoi prodotti. L’ultima polemica riguarda la nuova e osteggiatissima apertura in Vaticano della catena che, come recita la missiva contraria, stravolge “l’identità artistica, culturale e sociale del rione”.

1)La prima domanda da farsi è perché gli altri borghi d’Italia avrebbero meno diritto di opporsi ai fast-food, ma una risposta è semplice: Borgo Pio è tutelato dall’Unesco e altri centri no. Ma davvero un McDonald’s lede il “decoro del patrimonio culturale” della zona più di baracchini dalla losca gestione o dei locali bar-pizza-kebab che comunemente chiamiamo zozzoni?

2) Ci si lamenta per “l’incremento di afflussi incontrollati che […] potrebbero comportare un aumento esponenziale del problema della sicurezza” e tutto questo “in una zona già satura”. Oltre al dato ovvio per cui aprire in una zona piena di turisti è voluto, il discorso sicurezza andrebbe approfondito. Per controllare piccoli reati le più grandi catene sono dotate di telecamere di sorveglianza che fungerebbero per identificare sia furti sia eventuali pacchi sospetti.

ronald.jpg3)Se invece parlando di sicurezza si fanno insinuazioni sul tipo di clientela che frequenta il fast-food stiamo peccando o di classismo o di miopia. Parte del successo di McDonald’s è dato dal basso prezzo del cibo che permette a tutti di mangiare un panino a 1€. È vero, possiamo chiederci cosa ci debba essere in un panino per costare solo 1€. E sì, possiamo ricordarci della correlazione esistente tra povertà e obesità: il ricco può scegliere quando e se mangiare al fast-food mentre il povero no. Ma se è vero che il cibo malsano a poco prezzo attrae talvolta i più disagiati il problema può essere politico, economico, sociale, quel che volete, ma certo non colpa di Mc Donald’s. Anzi, è la catena stessa a farsi perdonare con l’iniziativa di distribuire mille pasti per i senzatetto ogni lunedì con l’aiuto dei volontari di Medicina Solidale al nuovo punto in Vaticano.

4)Infine la presenza del clown Ronald aggraverebbe il degrado e ridurrebbe i più bei centri storici Italiani e non a “questa informe poltiglia turistico-commerciale”. Mon Dieu. Diciamolo chiaramente: il turista non ha sempre soldi illimitati per mangiare in locali Bio quando è in vacanza, specie se il prezzo del cibo in quel Paese è mediamente elevato. E anche se li avesse, può darsi che abbia ugualmente voglia di un cheeseburger. In Italia ci sono circa 540 McDonald’s per 60 milioni di abitanti, turisti esclusi. In proporzione sono meno di altri Paesi Europei. Per fare un esempio in Belgio ce ne sono solo 75, ma per 11 milioni circa di persone, a cui si aggiungono altri 94 Quick (principale concorrente) e altre catene franchising. In Francia, Germania e Regno Unito i McDonald’s superano le 1300 unità per popolazioni superiori di pochi milioni in proporzione. Questo vuol dire che lo street food nostrano è competitivo con le catene e che pizza al taglio e panini restano la scelta primaria, segno che il made in Italy non è fortemente minacciato dai fast-food.

Super-Size-Me-Poster.jpg5)Da noi il McDonald’s è quasi esotico: ogni tanto ci piace andarci per mangiare qualcosa di diverso, ma sappiamo tutti che fa male. Ve lo ricordate “Supersize me”? Il documentario era scioccante, ma francamente in Italia a nessuno verrebbe in mente di lamentarsi del proprio stato fisico dopo aver mangiato al fast-food ogni giorno per un mese porzioni extralarge. Se si facesse un esperimento simile su altri cibi pronti e persino sul consumo eccessivo di soia sono certa che i risultati non sarebbero esaltanti. Quindi sta al consumatore capire che un hamburger, per quanto grasso e pieno di conservanti, non lo ucciderà nel contesto di una dieta equilibrata.

Se dovessimo vietare tutto quello che fa male non sarebbe legale nemmeno l’insalata con i pesticidi di cui è piena. E allora ci facciamo prendere da un panico disfattista? No, cerchiamo di scegliere consapevolmente e di autoregolarci mangiando sano, facendo sport e sostenendo il cibo locale della nostra tradizione che è tra i migliori al mondo.

Però, ogni tanto, lasciatemi il mio Sundae al caramello.

Victrix Causa diis placuit sed victa Catoni

Monsieur Pococurante

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