Il ritorno del Cavaliere Oscuro

Ovvero: perché Berlusconi è ritornato il personaggio principale della politica italiana

La sera del 4 dicembre, sotto un coro di pernacchie e gesti dell’ombrello tipici dei luminari del diritto costituzionale, veniva annientata la riforma costituzionale proposta dal Governo. Un’autentica sparatoria su un’intera classe dirigente che ha stremato molti dei protagonisti della politica recente. Gambizzata Maria Elena Boschi. Strangolato Flavio Tosi. Pestato Piercarlo Padoan. Pugnalato Matteo Renzi.

Nonostante questo bollettino di guerra, dall’altra parte non si brilla di salute, nemmeno dopo la schiacciante vittoria del No.

Per il MoVimento 5 Stelle, la recente partita a ping pong con il liberale belga Verhofstadt si è conclusa con un pari e vaffa.  Matteo Salvini non cresce, nemmeno mettendosi Giorgia Meloni sulle spalle. Le particelle della minoranza Dem provano a riunirsi in un innovativo e socialista atomo. Il tutto all’ombra del Governo di Paolo Gentiloni che procede a stento, anzi a stent.

Il risultato sembrerebbe essere una mesata di totale, confusa e deludente cristallizzazione del panorama politico. Non è esatto: c’è Silvio Berlusconi. Comunque vadano le cose c’è Silvio Berlusconi.

L’eroe delle due Milano, 1 e 2, pur non essendo da tempo il protagonista delle vicende politiche è tornato ad esserne il personaggio principale. Una sfumatura sottile, ma determinante che prima Shakespeare poi Hitchcock spiegavano così: “Il protagonista è colui che vive le vicende, il personaggio principale è quello che le determina.”. E Silvio, dal 4 dicembre, ne determina parecchie di vicende.

Anzitutto Berlusconi è, subito dopo Renzi, il politico con il più alto capitale personale di voti. Dopo vent’anni di promesse, sorrisi, corna, sogni, nani, ballerine, nipoti di Mubarak e processi, l’ex premier ancora vale il 10% dei voti. Un terzo di Renzi, vero, ma più del doppio della Meloni, il triplo di Fassina e Vendola accoppiati, cinque volte Alfano e molto di più di qualsiasi avventura solitaria di Di Maio o di Di Battista.

ITALY-MILAN-PARLIAMENTARY ELECTION-BERLUSCONI

Al netto del singhiozzante Milan e della sghignazzante Mediaset, il Cavaliere è ancora un politico assai influente.

Un bacino elettorale ancora rilevante al Nord, soprattutto nella regione più popolosa d’Italia, e decisamente notevole al Sud, soprattutto nella regione più popolosa del Mezzogiorno. Un partito che rischia di contare più oggi valendo il 10% che l’altro ieri quando valeva il 35%. Berlusconi controlla il 10% più prezioso del panorama politico italiano.

Il 10% serve a Salvini, come l’ossigeno. Senza la decisiva presenza di Forza Italia, la coalizione di centrodestra è impantanata intorno al 19% dei voti che in un’ipotetica, si auspica imminente, tornata elettorale sarebbe schiacciata dalle sue contraddizioni e dal sempreverde voto utile.

Il 10% serve ad Alfano, come l’ossigeno. Senza il decisivo perdono strategico di Berlusconi, il Ministro degli Affari Esteri avrebbe i giorni contati fino alle prossime, si auspica imminenti, elezioni, dove il suo NCD sarebbe stretto irrimediabilmente nella tenaglia dei suoi due ex presidenziali datori di lavoro.

Il 10% serve a Renzi, come l’ossigeno. Senza la decisiva sponda di Forza Italia, il segretario del Partito Democratico dovrebbe subire, nuovamente, i diktat della sua ala sinistra nelle trattative per la nuova legge elettorale per le prossime, si auspica imminenti, elezioni.

Il valore di questo tesoretto di voti resterebbe assai elevato con qualsivoglia sistema elettorale.

berlusconi-blink

Con il maggioritario del Mattarellum, Berlusconi sarebbe determinante per il centrodestra nei collegi del nord e vitale nel sud.

Con il proporzionale del Consultellum, Berlusconi sarebbe il protagonista delle tarantelle post voto per la formazione di un governo di larghe intese.

Con il sistema misto dell’Italicum, Berlusconi sarebbe utilissimo per spingere quanto più possibile il centrodestra verso il ballottaggio.

Tutti lo cercano, tutti lo vogliono. A quanto pare è sempre lui il factotum della città: inossidabile, inaccettabile, irriducibile, insopportabile, ma soprattutto, invincibile, o meglio invinciuibile.

Berlusconi non è dunque l’eroe che l’Italia merita, ma quello di cui ha bisogno adesso: il Cavaliere Oscuro è tornato.

Andrea Bonucci 

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