CANTO DEL CINEMA DI NATALE

Un coro di vocine acute e piuttosto inquietanti accompagna l’accensione di centinaia di schermi. Su di essi si affolla una moltitudine di famiglie americane felici. Tutti perfetti elettori di Trump, a vederli bene. Cerco di fuggire ma vengo subito circondato da strani personaggi, come un pupazzo mostruoso che ripete in continuazione “E.T. Telefono casa”, un ragazzino biondo che si preme le mani sulle guance urlando, un essere raccapricciante che si fa chiamare “Il Grinch”, delle persone vestite di rosso con una folta barba bianca e degli strani ominidi che intonano una canzoncina accanto a una cascata di cioccolato.

– Tranquillo, è soltanto arrivato il Natale.

– E tu chi saresti?

– Lo spirito dei classici di Natale. Immagino tu conosca “Una poltrona per due”, “Nightmare Before Christmas”, “La vita è meravigliosa” …

– Sì, grazie, ma …

– Ma pensa anche ai “Gremlins” e agli incubi che hai avuto a causa loro da piccolo.

Sarebbe anche ora di rivedersi “Edward mani di forbice”, o uno dei miei “classici” preferiti: “Eyes Wide Shut”. Altrimenti, siccome alcuni credono che Babbo Natale viva in Antartide, perché non recuperare “La Cosa”, il capolavoro horror di John Carpenter, che è ambientato proprio lì.

– Ciao scusa, prima c’era un’entità abbastanza angosciante che mi consigliava dei film sogghignando.

– Io sono lo spirito del Cinema con il Natale.

– Non ci posso credere …

– Si sta avvicinando quel periodo di sublimazione della pseudo – felicità capitalista dell’Occidente.

– Oddio.

– “Il sospetto”, di Thomas Vinterberg, è un film spietato, che si scaglia contro la borghesia, ma con uno stile tagliente e glaciale, da mozzare il fiato. E la parte migliore è proprio quando arriva il tanto atteso Natale.

Come non considerare poi “8 Donne e un mistero”, del grande François Ozon. Un’esplosione di colori, ironia e, incredibilmente, con dei momenti musical indimenticabili.

– Li vedrò, ma io …

– Ma io ti conosco, so che non vedi l’ora di rivedere per l’ennesima volta “Mamma ho perso l’aereo” e quelle orribili commedie romantiche. Ti ho dato tuttavia delle armi per combattere queste tentazioni, ma se non credi che siano abbastanza ho qui l’antidoto: “Parenti serpenti” del maestro Mario Monicelli e, con l’occasione, magari ti viene la curiosità di ripescare “I Soliti Ignoti”. Non ti basta? Allora prendi un film di Charlie Chaplin, uno qualsiasi, a Natale ci sta benissimo. Non ti basta?

– No per carità, mi basta.

– Sono lo spirito del Natale al Cinema.

– Mi prendi in giro, vero?

– Non ti sei ancora confrontato con la Sala …

Evita il cinepanettone indigesto, contribuisci alla sopravvivenza della Settima Arte e conseguentemente del tuo cervello.

È Natale, perché non andare al cinema? Non preoccuparti, di film belli ce ne sono. “È solo la fine del mondo”, di Xavier Dolan, meriterebbe una visione. Vuoi cedere altrimenti al blockbuster americano? Fallo con dignità, a partire da “Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali” di Tim Burton, regista che meriterebbe di essere visto anche se girasse “Natale a Terni”. O “Sully”, del sempre più politicamente confuso Clint Eastwood, che però continua a sfornare film degni di nota.

Ma se vuoi fare il colpo dell’anno non devi perderti né “Captain Fantastic” né “Paterson”.

– Pronto? Sì, mio figlio da qualche giorno è diventato improvvisamente cinefilo, sapesse che razza di film ci voleva far vedere a Natale, cosa devo fare? Ah, ok grazie.

Tesoro, andiamo al cinema, ti porto a vedere il nuovo film con Massimo Boldi.

Perché “a Natale puoi fare quello che non puoi fare mai”, magari cominciando col vedere qualche buon film.

Claudio De Angelis

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