Fuori l’ISIS da Sirte

 

La capitale libica dello Stato Islamico è stata liberata dalle milizie libiche dopo una lotta di 6 mesi.

Sirte è stata liberata. Daesh è sconfitto! Questo l’annuncio diffuso lunedì 5 dicembre da Rida Issa, portavoce delle milizie di Misurata fedeli al governo Sarraj, l’esecutivo libico riconosciuto e sostenuto dalla comunità internazionale. “I combattimenti nella città di Sirte sono terminati: si tratta della vittoria definitiva sull’organizzazione terroristica di Daesh” riprende l’emittente Libya Channel.

Alle forze libiche sono serviti più di sei mesi, dall’inizio dell’offensiva a fine maggio, per riuscire a riprendere il controllo della città considerata la capitale dell’Isis in Libia. Un successo di grande importanza strategica e mediatica il quale però a richiesto un tributo elevato alle milizie lealiste che hanno contato circa 700 caduti tra le loro fila e circa 3500 feriti.immagine-copertina

A questi numeri bisogna poi aggiungere le vittime civili il cui dato ancora non è possibile stimare ma sicuramente si tratterà di cifre elevate visti anche gli estremi tentativi fatti dai jihadisti di utilizzare civili come scudi umani nelle fasi conclusive della battaglia.

Lo scontro in realtà non può essere considerato ancora concluso: secondo fonti libiche infatti alcuni edifici della città sarebbero ancora in mano ai miliziani dell’Isis e lo stesso generale Mohammed al-Ghasri, comandante delle milizie di Misurata, ha precisato che la città è tornata sotto il loro controllo ma “non è ancora stata liberata completamente dalla presenza dello Stato Islamico”.
Si tratterebbe dei pochi ultimi ancora asserragliati in una quindicina di edifici nel quartiere della marina, la zona nord della città, mentre le forze respinte fuori dalla città si starebbero radunando e riorganizzando nel sud del paese dove il controllo del governo è ancora decisamente debole. Decisivo per l’esito dello scontro è stato l’intervento delle forze aeree della coalizione internazionale, guidata dagli Stati Uniti, che ha sostenuto l’ultimo sforzo delle truppe libiche con raid e bombardamenti delle posizioni dei miliziani dell’ISIS.thumbnail_sirte-2

La vittoria contro le forze jihadiste rappresenta senz’altro un risultato importante non solo sul campo di battaglia ma anche all’interno dello scenario politico. Infatti, nonostante i successi ottenuti fin qui contro lo Stato Islamico, il Governo di Accordo Nazionale di Sarraji non riesce a rafforzare la propria autorità anche a causa del perdurare della crisi economica che ha colpito il paese ormai in stato di guerra dal febbraio del 2011, ma soprattutto per la reticenza fin qui dimostrata da parte del generale libico Haftar sostenitore del governo di Tobruk.

All’interno della stessa Tripoli si sono manifestati diversi segnali di insofferenza e sfiducia nei confronti delle esecutivo guidato da Sarraj che si sono tradotti in un tentato colpo di Stato ad opera di Khalifa Ghwell e delle milizie che lo sostengono.

All’interno di una più ampia visione la liberazione di Sirte si aggiunge ai numerosi rovesci che lo Stato Islamico ha subito negli ultimi mesi in Siria e in Iraq, dove ha perso la sua capitale locale ovvero Mosul. La sua sconfitta definitiva è ancora lontana ma la strada imboccata sembra essere quella giusta. Una strada che, si spera, porti finalmente alla pace.

Roberto Rendina

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