Assolutismo e moderazione: la guerra dei mondi.

Il Cristianesimo è moderato, l’Islam è integralista. In realtà no, la moderazione è cultura più che religione.

Per un motivo o per un altro le religioni sono sempre più in antitesi con la società moderna. Esse sembrano sempre più inadeguate a rispondere ai repentini cambiamenti della società e alla sua necessità di vedere legittimati i suoi capricci e le sue evoluzioni in senso etico e culturale.

In molti casi si invoca un approccio moderato alla religione, che sappia essere eclettico rinunciando ai precetti più retrogradi e scandalosi, mantenendo tutto ciò che ispira pace e quieto vivere.

In particolare si discute tutt’oggi se esista un Islam moderato. La Fallaci ci risponderebbe no, esso è un ossimoro, una contraddizione in termini. L’Islam è integralista per definizione, non cede il passo alla secolarizzazione, non concede compromessi. Eppure esistono mussulmani che non inneggiano all’odio ed alla guerra santa, sono sotto i nostri occhi e invocano anche loro una “conversione” dei mussulmani deviati.

Il cristianesimo, invece, non necessita di un ridimensionamento, esso appare già marginale nella società, si sorregge a malapena nelle coscienze a livello simbolico: Le messe hanno un pubblico sempre più vecchio, il catechismo è qualcosa di facoltativo, la fede cristiana è vista più come una morale che può essere facilmente sospesa, senza incorrere in alcuna stigmatizzazione sociale. La Chiesa è qualcosa dalla quale si può entrare e uscire senza essere notati.moschea

 Diremmo quindi che esiste un cristianesimo moderato ma non un islam moderato? Non sono forse entrambe religioni? Una religione può contemplare al suo interno la sua autolimitazione? Ovviamente no. La Fede, più che la religione, è qualcosa di assoluto che, partendo dal principio di ogni cosa, orienta l’uomo verso un determinato orizzonte di senso guidando tutte le sue azioni. 

Nessuna fede può essere moderata, essa pone l’uomo davanti all’assoluto e lo invita ad immergersi completamente in esso senza compromessi e senza mezzi termini perchè Dio è assoluto, non può essere diviso a piacimento. Scegliere le parti preferite di una fede e rinunciare ad altre non rende credenti moderati ma credenti parziali, imperfetti.

Cosa rende quindi l’Islam integralista e il Cristianesimo invece moderato? Sicuramente in occidente è stato possibile relativizzare le certezze spirituali attraverso lo sviluppo della filosofia razionalista, l’avvento dell’illuminismo e la dissoluzione delle certezze politiche tradizionali, cosa che non è avvenuta nel mondo arabo. Ciò ha generato una certa propensione nel nostro mondo culturale a rendere marginale il significato dell’esistenza.

Tuttavia il bisogno di un senso univoco e assoluto dell’esistenza resta connaturato nell’uomo. Egli non può ignorare questa necessità, pena l’alienazione e la vacuità del suo vivere. Per questo, una civiltà che toglie dal tabernacolo della sua identità i principi assoluti e non negoziabili che la distinguono, lasciando gli individui liberi di scegliere ognuno i propri, corre il pericolo di essere riempita ora dal populismo, ora dal fanatismo religioso, ora dalla disperazione, tutte manifestazioni di un desiderio disordinato di assoluto che non trova soddisfazione. È il prezzo della laicità e della democrazia, un prezzo legittimo, ma sta di fatto che la crisi dell’occidente richiederà una risposta tutt’altro che moderata: sia che essa riposi negli ideali democratici, nel pensiero greco o nel cristianesimo, è il momento di affermarla con risolutezza.

Mattia Patriarca

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