L’economia del terrore

Ovvero: come le conseguenze del terrorismo influiscono sulla nostra economia quotidiana.

Il livello di benessere quotidiano dipende da un ampio numero di variabili quali la crescita economica, la riduzione dei costi, la concorrenza, l’autonomia di scelta personale, che sia politica o sociale, il degrado ambientale, la diminuzione della privacy ecc. ecc.

Tutte queste variabili possono essere influenzate da singoli avvenimenti che spesso si ripetono nel ciclo unico della storia. Ma nel XXI secolo, a causa delle logiche economiche e geopolitiche che governano il mondo, abbiamo assistito alla diffusione del fenomeno del terrorismo islamico.

La jihad, oltre a scommettere sulla paura e sull’intimidazione, produce una serie di conseguenze economiche che spesso, nell’analisi generale dei concitati avvenimenti, passa in secondo piano. Eppure, in diverse occasioni, le operazioni di matrice terroristica hanno come obiettivo quello di scuotere i sistemi economici occidentali. Potremmo definirlo ‘globalterrorismo’.economia-mercato-300x280

E’ incredibile pensare come lo stato emotivo più primordiale governi le moderne leggi di mercato: la paura. E’ proprio il timore ad avere conseguenze sul piano finanziario e sulla finanza pubblica: riorienta la domanda individuale, crea mercati paralleli, comporta l’intervento dell’operatore pubblico, riduce le aspettative e comporta una fuga di capitali verso luoghi più sicuri.

Facciamo alcuni esempi pratici.

Nella componente macroeconomica, i flussi commerciali sono influenzati dalle operazioni terroriste. Oltre alle sanzioni internazionali, quali embarghi e ritorsioni, si aggiungono le misure di sicurezza, che comportano la chiusura delle frontiere commerciali e migratorie. Dopo l’attentato di Charlie Hebdo, per esempio, il governo francese diminuì i rapporti commerciali con i paesi culturalmente e religiosamente affini alle organizzazioni jihadiste, e questo ebbe delle conseguenze negative all’interno dell’economia francese.

Nella componente microeconomia, ad essere influenzati sono i consumi e le abitudini. In epoca contemporanea, si è diffuso sempre di più il mercato assicurativo, in vista della situazione di precarietà sociale. E’ cresciuta la domanda all’interno dei mercati delle consegne a domicilio. Nei luoghi colpiti, ne ha risentito il turismo e il consumo di beni di lusso. Per non parlare dell’impatto più rilevante, che coinvolge il settore militare, sottraendo risorse pubbliche al welfare state.

La libertà, concepita come un vero e proprio bene all’interno del mercato, perde valore. I cittadini sono disposti a cederla in cambio di un bene necessario come la sicurezza. Ebbene, il terrorismo colpisce anche la nostra percezione del rischio, rendendoci propensi alla schizofrenia e allo shock emotivo.

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Persino le maggiori misure di sicurezza potrebbero essere interpretate come un segnale di previsione per un possibile futuro attentato, peggiorando il clima di fiducia e ottenendo l’effetto opposto alla rassicurazione collettiva. Ovviamente, tale situazione avrà una ricaduta sul mercato finanziario, ansioso di conoscere eventuali ‘crisi’ su cui speculare

Proprio per questo motivo, nella società odierna ha un ruolo decisivo l’informazione.

Più la comunicazione sarà imperfetta e allarmistica, più verrà alimentata la paura e più l’economia ne risentirà. Qualsiasi notizia porta un suo peso che versa o preleva soldi dalle tasche dei singoli cittadini.

Dunque, nella società globalizzata in cui viviamo, è fondamentale che ogni uomo e donna interiorizzi il terrorismo, che impari a conviverci senza smettere di combatterlo, che si impegni a non cambiare abitudini e a perseverare nella propria economia domestica. Probabilmente, così facendo, lo combatteremo più di tante altre bombe sganciate su donne e bambini che hanno come unica colpa l’esser nati nel posto sbagliato della terra.

Matteo Scalabrino

Un pensiero riguardo “L’economia del terrore

  1. Mah, la paura fa 90 Matteo! Trovare un equilibrio fra sicurezza e libertà non é facile e l’abdicare un po’ alla propria sicurezza lederebbe davvero la libertà di ciascuno, o contribuirebbe a costruirla più forte, più libera?! Questo per me il quesito….la verità é che siamo impreparati a far fronte in modo adeguato alla follia imprevedibile del terrore, con la conseguenza che le nostre difese risultano spesso ridicole o sproporzionate. Chi ha la risposta?

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